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«Basta baracchine»: ecco il piano per il futuro di piazza Garibaldi a Livorno

di Claudia Guarino
L’imbocco di piazza Garibaldi da via del Pettine con le baracchine a destra (Foto di Franco Silvi)
L’imbocco di piazza Garibaldi da via del Pettine con le baracchine a destra (Foto di Franco Silvi)

Si torna a cercare un’alternativa a droga e fondi sfitti Il sindaco: «Valutiamo anche la pedonalizzazione»

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LIVORNO. Arrivando da via del Pettine, a fare strada è l’enorme vetrina vuota su cui campeggia un cartello: “Ci siamo trasferiti in via Magenta”. Il negozio di biancheria Dei era lì fin dal 1940. Ora non più. Se n’è andato a inizio ottobre «con dolore» – furono le parole dei titolari – a causa dell’impoverimento commerciale e della criminalità dilagante. Del resto, quello dello spaccio tra piazza Garibaldi e vie limitrofe, è un vecchissimo problema, tante volte discusso e qualche volta affrontato, ma mai risolto una volta per tutte. E basta fare un giro in zona per capirlo. Giri che, in questi giorni, sta facendo anche il security manager del Comune Giampaolo Dotto «che sta lavorando sulla piazza incontrando commercianti e operatori al fine di intraprendere un percorso complessivo di miglioramento», spiega il sindaco. In sostanza raccoglie le varie istanze per «un piano complessivo a cui stiamo lavorando che comprende anche un progetto urbanistico per migliorare piazza Garibaldi». Il sogno? «Pedonalizzarla». Ma andiamo con ordine.

Sicurezza e spaccio

L’area lato via del Pettine all’ombra delle baracchine chiuse, da sempre l’ala più critica dal punto di vista del decoro, già a tarda mattinata è sede di bivacchi che si portano dietro abbandoni di rifiuti vari sul marciapiede. E guai a provare a scattare foto. Perché la reazione di chi lì dietro riposa non è certo delle più composte. Del resto, che in piazza Garibaldi e dintorni ci siano problemi di ordine pubblico è arcinoto. Oltre alle innumerevoli segnalazioni per spaccio, nel tempo si sono verificati accoltellamenti e risse con tanto di feriti, anche gravi, trasportati al pronto soccorso. E il mese scorso c’è stata l’aggressione alla troupe di Rete4, accompagnata in zona dal consigliere Alessandro Perini, a seguito della quale la polizia ha denunciato tre persone. Non per niente piazza Garibaldi è stata uno dei primi “target” scelti dal prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi per le operazioni ad alto impatto. Cioè i blitz interforze coordinati dalla questura che, con la partecipazione di carabinieri, municipale, polizia e guardia di finanza hanno portato a vari arresti e denunce, molti dei quali proprio per spaccio di droga.

Decoro

«L’attenzione che le forze dell’ordine stanno riservando alla piazza fa parte – spiega il sindaco – di un quadro complessivo» che mira alla riqualificazione generale della zona. Altri tasselli sono «l’ordinanza per la chiusura anticipata dei minimarket e una serie di interventi già fatti, tra cui quello per sistemare l’illuminazione». Per quanto riguarda i minimarket, lo stop (richiesto dal prefetto) è imposto alle 20 in tutte quelle «strade dove il consumo di alcol è spesso causa di violenza e risse. Inoltre l’abbandono dei recipienti in vetro o metallo sul suolo costituisce un potenziale strumento di offesa». Quindi anche in piazza Garibaldi, piazza della Repubblica e dintorni. E nel lavoro intorno a piazza Garibaldi è stato coinvolto anche il security manager Giampaolo Dotto, che dovrebbe raccogliere le varie istanze di chi vive la piazza per facilitare il confronto e arrivare a un piano condiviso.

Urbanistica

In tutto questo, spiega il sindaco, per la piazza «ci sono anche dei progetti urbanistici. È stato creato un gruppo di lavoro sull’argomento e l’assessora Silvia Viviani presenterà un resoconto in giunta». In sostanza «c’è l’esigenza che proseguano le attività presenti diminuendo il numero delle baracchine». Due sono le ipotesi in tal senso: «o diminuiamo semplicemente il numero delle baracchine, che ormai sono quasi fatiscenti, o le eliminiamo tutte realizzando una struttura alternativa». Un’idea, questa, di cui in realtà si parla da tempo senza che ancora si sia trovata una quadra, e che servirà per non perdere una serie di attività attualmente in vita.

Attività sociali

Oltre ai servizi offerti dalla baracchina 20 – dove opera il comitato Pontino San Marco e che è stata affidata dal Comune attraverso un patto di collaborazione – ci sono una serie di attività sociali svolte in sei baracchine, di cui si è occupato direttamente l’assessorato al Sociale, che il Comune di Livorno non ha intenzione di perdere.

Pedonalizzazione

Oltre al numero delle baracchine, al centro della lente di Palazzo Civico c’è anche il selciato della piazza. L’amministrazione comunale, infatti, valuterà «la possibilità di pedonalizzare la piazza (eliminando le tre vie lato palazzi, ndr)». In tutto questo «certo è che il quadro di un quartiere multietnico non si può cancellare. E non vogliamo farlo. È un’identità che si è formata nel tempo e costituisce una ricchezza. Detto ciò, se c’è chi spaccia è giusto che se ne vada».

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