Livorno, via Grande: giù il soffitto dei portici. «Si è sfiorata la tragedia». Le testimonianze
Ora la messa in sicurezza spetta a chi gestisce il condominio. La presidente degli amministratori: «Ci sarà anche una multa»
LIVORNO. Parte del soffitto dei portici, all’improvviso, si stacca infrangendosi al suolo. E per puro caso in quel momento da lì non passa nessuno «altrimenti – è opinione comune – sarebbe stata una tragedia». Non è la prima volta che volano calcinacci in città e purtroppo è anche probabile che non sia l’ultima. Ma la quantità di ciò che si è distaccato (la cui competenza è in capo al condominio che ne è proprietario) e il luogo del crollo fanno scalpore. «Manderemo all’amministratore del condominio interessato un’intimazione per il ripristino – spiega il sindaco Luca Salvetti –. E raccomanderemo a chi gestisce gli altri condomini di fare ancora più attenzione». Ma facciamo un passo indietro.
Il distacco
Sono passate da poco le 6 di ieri mattina quando i portici franano davanti all’ottica Fanucchi e alla gioielleria Galleni (dunque nella parte di via Grande lato sud) a terra c’è molto più di un frammento di intonaco. C’è un ampio pezzo di soffitto trasformato in mix tra piccoli sassi e pietre di varie dimensioni. I primi ad accorgersi dell’accaduto sono alcuni operatori ecologici che, passando di lì per pulire la strada, notano tutto quanto e danno l’allarme. Sul posto arrivano dunque i vigili del fuoco e gli agenti della polizia municipale che transennano l’area interessata dal crollo. Nel frattempo le persone iniziano a notare l’accaduto.
La testimonianza
Tra loro anche la residente Grazia Quochi, che si trova a passare da quel punto di via Grande poco dopo il crollo. «Sono uscita di casa intorno alle 6 e il tratto del marciapiede poi transennato era libero – racconta Quochi – mentre quando sono rientrata, intorno alle 6, 20, stavo attraversando la strada e sono stata fermata da alcuni operatori ecologici che mi hanno messo in guardia e avvertito che erano caduti dei calcinacci. Sono stati loro a chiamare i vigili e i pompieri». E aggiunge: «È stata una fortuna che non passasse nessuno là sotto a quell’ora, anche gli stessi operatori ecologici potevano essere coinvolti perché a quell’ora stavano pulendo». Ed è opinione comune che si sia sfiorata la tragedia.
Il condominio
Il soffitto del porticato, d’altra parte, così come le colonne intorno, non fa parte della cosa pubblica ma è di proprietà del condominio. «Nel momento in cui si verifica un distaccamento da un condominio, in un primo momento interviene la forza pubblica, che provvede a una prima messa in sicurezza e transenna l’area, poi viene inviata comunicazione all’amministratore di condominio». A spiegare qual è l’iter in caso di crollo di intonaci, cornicioni o simili su suolo pubblico è Mirella Campidonico, presidente di Anaci Livorno (associazione nazionale amministratori di condominio). «L’amministratore riceve subito dopo l’intimazione di ripristino delle condizioni originarie di sicurezza – spiega Campidonico –. Una volta effettuata la messa in sicurezza, l’amministratore deve darne comunicazione al Comune, attraverso una dichiarazione a propria firma o con quella di un tecnico specializzato, in modo tale che il Comune possa procedere alla rimozione delle transenne». Fino a quel momento continueranno ad applicarsi i costi per il transennamento e l’amministratore è tenuto al mantenimento delle misure provvisorie adottate, nonché a esercitare l’azione di vigilanza e controllo del caso, a salvaguardia dell'incolumità delle persone. «L’intervento di messa in sicurezza – spiega Campidonico – si può, o meglio si deve, effettuare senza alcuna autorizzazione assembleare». E, in caso di crolli, all’amministratore di condominio, che è responsabile anche penalmente, «arriva pure una multa per omessa manutenzione (con conseguente pericolo per la sicurezza pubblica, ndr) che di solito si attesta intorno ai 300 euro». Il dubbio di chi frequenta via Grande (e probabilmente anche quello delle due attività i cui ingressi sono dentro il perimetro transennato) è sui tempi. Quando ci vorrà, cioè, per rimettere in sicurezza? Al momento una certezza non c’è. Per quanto riguarda, invece, il motivo del crollo c’è chi parla di possibili infiltrazioni e di «problemi di allagamenti che si verificarono lo scorso anno con acqua che scendeva dal soffitto». Ma, anche qui, servirà del tempo per approfondire.
I lavori in corso
«Di certo – dice il sindaco – i lavori attualmente in corso in via Grande non hanno avuto alcun ruolo nel generare il crollo e neanche quelli sull’illuminazione, anche perché nel punto del crollo non sono state messe le mani. Peraltro al fine di installare le nuove lanterne, sono in corso delle prove di carico sui ganci. Ricordo che quando abbiamo tolto le precedenti abbiamo trovato vari ganci arrugginiti. Dunque questo è anche un lavoro che permette la messa in sicurezza dell’illuminazione e, dunque, della strada».
