Il Tirreno

Livorno

Vita di comunità

Personaggi e storie di quartiere, a Livorno gli abitanti della Rosa raccontano

di Maria Teresa Giannoni
Personaggi e storie di quartiere, a Livorno gli abitanti della Rosa raccontano

Brandi e il progetto corale. «Si cercano narratori: l’atto finale il 13 aprile»

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LIVORNO Lui è “l’uomo delle storie”: l’attore Fabrizio Brandi che ha ideato e dirige ormai da quasi 10 anni “Scenari di quartiere” il festival estivo che proprio di storie si alimenta, con narratori che arrivano un po’ da tutta Italia con grande godimento da parte del pubblico che è sempre più numeroso.

Dopo aver recuperato storie e personaggi del passato di Livorno, dagli Scarronzoni al mitico Caprilli, dalla vita nelle case popolari al maxiraduno per il comizio di Berlinguer a Tirrenia, ora si è concentrato sul quartiere La Rosa per organizzare “Rimembrando la Rosa” un “laboratorio di quartiere” su invito della sezione soci di Unicoop Tirreno. Sono due le fasi del progetto: da una parte la raccolta di materiale che sarà fornito dagli abitanti attraverso incontri e interviste e dall’altra un laboratorio per attori che dovranno lavorare su questi materiali e tirar fuori delle narrazioni, qualcosa da raccontare ad un pubblico.

Sono chiamati a partecipare aspiranti narratori che abbiano almeno un minimo di esperienza teatrale: il laboratorio durerà da novembre ad aprile, un fine settimana al mese, dal sabato pomeriggio alla domenica sera (nella sala riunioni della sezione soci della Coop La Rosa, viale delle Margherite 18. Info e iscrizioni su saperecoop@unicooptirreno.coop.it. Tel. Tel. 3355405486). Si parte il 9 novembre. «Ognuno costruirà un racconto di massimo 10 minuti – spiega Brandi - ne nascerà un piccolo atlante delle storie del quartiere, con il pubblico che potrà assistere all’atto finale del percorso il 13 aprile al Parco La Rosa dei Venti in via Villari alle 18». «La memoria è come una matrioska – continua – non si sa dove si può arrivare. Se vedo nascere storie interessanti mi piacerebbe tantissimo portarle al festival Scenari di Quartiere».

Brandi ha già portato avanti un’esperienza simile in Capraia con “Rimembrando Capraia” l’anno scorso , il risultato del laboratorio con gli attori era stato poi presentato al festival “Muovasi la Capraia”. «Userò lo stesso metodo – dice – riunire la gente intorno alle storie è quello che mi interessa di più. E il quartiere della Rosa si presta moltissimo a raccontare. Intanto è il quartiere delle sport, dove sono nati tutti gli impianti sportivi. La Rosa è l’ultimo quartiere non dormitorio della città, costruito negli anni Cinquanta ai tempi del piano Fanfani, prendendo il nome dall’antica fattoria che pare avesse le case colorate di rosa. E’ uno degli esempi di edilizia popolare di grande qualità, tuttora molto vivace proprio perché pensato fin dall’inizio anche in termini di aggregazione sociale».

C’è stato un primo incontro con i soci Coop che hanno dato la loro disponibilità a farsi intervistare dai giovani attori per mettere a disposizione del racconto i loro ricordi e la loro esperienza. «Ora – dice Fabrizio Brandi – aspettiamo che vengano anche gli attori. In Capraia l’anno scorso sono arrivati da fuori Livorno. Raccontare e raccontarsi è un’urgenza della natura umana e sono sempre di più gli attori che vogliono misurarsi con la narrazione perché ti permette di intrecciare con il pubblico un legame profondo e diretto, come accadeva nelle antiche veglie “a seggiola”. E’ questo che abbiamo cercato di fare anche con Scenari di Quartiere e il pubblico ha saputo dimostrarci un grande affetto».l




 

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