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Livorno, medico aggredito in ospedale: picchiato da un paziente


	Un'altra aggressione in ospedale a Livorno (Foto di repertorio)
Un'altra aggressione in ospedale a Livorno (Foto di repertorio)

L’uomo ha perso il controllo e colpito più volte il dottore. Cinque anni fa nello stesso reparto fu staccato a morsi il dito a un’infermiera

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LIVORNO. Ha dato in escandescenze contro il medico di turno, prendendolo a schiaffi. È successo nella notte di domenica 13 ottobre nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Livorno.
Cosa è successo
Lì, all’improvviso, un paziente ricoverato ha perso il controllo e ha iniziato a insultare quel medico impegnato in corsia e che, tra l’altro, conosceva bene. Il dottore ha cercato di calmarlo, rassicurandolo e dicendogli di stare tranquillo, ma l’uomo è passato dalle parole ai fatti, colpendolo più volte al volto. Il personale in servizio ha subito richiesto l’intervento delle guardie giurate del Worsp Security Group, il servizio di sicurezza dell’ospedale, e anche delle forze dell’ordine che in poco tempo hanno raggiunto gli Spedali Riuniti. Quando sono arrivati, però, la situazione era già rientrata da sola.

I precedenti
È purtroppo l’ennesimo caso di aggressione ai danni di medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Una piaga che non sembra avere fine. Circa un mese fa, sempre nel presidio livornese, sono state due le aggressioni nella stessa giornata, a distanza di circa un’ora e mezzo l’una dall’altra, al pronto soccorso dell’ospedale dove due uomini – in due momenti diversi – hanno iniziato a insultare quei medici e infermieri che avrebbero dovuto curarli. Stesso copione un paio di settimane dopo da quei due episodi: sempre due uomini hanno dato in escandescenza in due momenti differenti colpendo un infermiere e un operatore socio-sanitario. E quella stessa notte i carabinieri sono intervenuti per un paziente esagitato che protestava a poca distanza dal triage perché non era stato visitato subito.
I dati e l’episodio nel 2019
Gli ennesimi episodi, ultimi di una lunga serie: sì perché secondo i dati diffusi un po’ di tempo fa dall’Asl Toscana nord ovest, nel 2023 sono state 45 le aggressioni a Livorno, con l’Azienda sanitaria che ha inviato 30 segnalazioni ai carabinieri del Nas – il Nucleo tutela e sanità di via Pieroni – per fare altrettante sanzioni amministrative da mille a 8mila euro: è questo, infatti, l’importo delle multe previste da qualche anno per contrastare la violenza nei confronti di chi lavora nella sanità, che però vengono applicate per gli episodi più lievi, per così dire, che riguardano perlopiù minacce o offese. Ma molti ricorderanno il gravissimo episodio avvenuto proprio a Psichiatria alcuni anni fa: era il 2019 quando un paziente staccò a morsi il mignolo di una infermiera del reparto. «Quell’uomo poteva uccidere», raccontò al Tirreno un collega della donna che quella sera era in servizio. «Aveva una forza disumana, non riuscivamo a tenerlo in cinque: eravamo tre infermieri, l'operatore socio-sanitario, il medico. Dopo dieci giorni sono ancora pieno di lividi, era una montagna». L’episodio aprì un dibattito, anche sindacale, sulle misure di sicurezza all’interno di Psichiatria. Una situazione ancor più delicata, in un quadro già complesso come quello delle aggressioni agli operatori sanitari, che finirà anch’essa sul tavolo permanente istituto dal prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi contro le aggressioni al personale sanitario di concerto con l’Asl nord ovest, guidata dalla direttrice generale Maria Letizia Casani. Il rappresentante del governo a Livorno ha già incontrato gli Ordini professionali di medici e infermieri per trovare insieme una strategia comune per provare ad arginare un fenomeno che purtroppo sta diventando sempre più frequente: un rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza e la creazione di un filo diretto tra la sala d’aspetto del pronto soccorso e le sale operative di polizia e carabinieri. Ora l’ultimo episodio in ordine di tempo, che risale a domenica notte, punta ancora una volta i riflettori sui rischi che corre in ogni momento il personale sanitario impegnato in corsia.

 

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