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Livorno

L’intervista

Darsena Europa, Giani attacca il Governo: «Ora faccia la ferrovia»

di Stefano Taglione
Eugenio Giani Il presidente durante un sopralluogo al cantiere per Darsena Europa (foto Franco Silvi)
Eugenio Giani Il presidente durante un sopralluogo al cantiere per Darsena Europa (foto Franco Silvi)

Il presidente replica al viceministro Rixi: «Intanto loro hanno tolto i soldi. Va bene incontrarci, mi aspetto tuttavia che mi ringrazi per finanziamenti stanziati sulla portualità»

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LIVORNO. «Incontrare il Governo per parlare di Darsena Europa? Io sono disponibilissimo, ma non con l’approccio che attualmente sta dimostrando l’esecutivo. La Regione, per quest’opera, ha investito oltre 200 milioni di euro: ci siamo assunti un mutuo, per un qualcosa che insiste sul demanio pubblico, e abbiamo versato le risorse all’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale. I soldi, semmai, li metta il Governo per i collegamenti ferroviari fra il retroporto e la linea Collesalvetti-Vada-Pisa. Quella somma, ricordo che si tratta di oltre 300 milioni, era stata stanziata da Draghi e, il Governo Meloni, l’ha cancellata».

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, risponde così viceministro alle Infrastrutture ai trasporti Edoardo Rixi, che nell’intervista pubblicata l’8 ottobre sul Tirreno aveva esortato la Port Authority (che si è detta d’accordo con la sua linea d’azione) a fare presto con la Darsena Europa, in modo da inaugurare il lotto uno entro il 2026, con i primi piazzali pronti per l’assegnazione in concessione agli operatori a partire dalla seconda metà del prossimo anno. L’esponente della Lega, inoltre, aveva auspicato un incontro al ministero proprio con il governatore toscano, per fare il punto sulle grandi opere necessarie al nostro sistema costiero. Più volte Giani, in passato, ha ribadito che l’ampliamento del porto di Livorno è cruciale per il futuro del territorio ed è l’infrastruttura pubblica fondamentale della regione al pari del sottoattraversamento ferroviario dell’Alta velocità di Firenze, anch’esso in corso di realizzazione, necessario per migliorare i trasporti dal nord a sud dello Stivale.

Presidente, è d’accordo su un’apertura a lotti della Darsena Europa, come richiesto dal viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi?

«Assolutamente. Dirò di più: lo avevamo da tempo già previsto. Non a caso il 16 ottobre, con il presidente dell’Autorità di sistema portuale Luciano Guerrieri, presenteremo quest’opera alla cittadinanza. Quella del viceministro era, in realtà, già una nostra idea».

Incontrerà Rixi?

«Sono disponibile a incontrarlo e spero che mi dica grazie per le risorse che stiamo investendo sulla portualità toscana. Abbiamo un ruolo centrale sulla Darsena Europa, spero che lui se lo ricordi e se ne renda conto, e stiamo anche ultimando lo “scavalco” ferroviario all’altezza della stazione di Calambrone, per il quale abbiamo investito 20 milioni di euro su 27 complessivi (il resto dell’importo necessario alla conclusione dei lavori lo ha stanziato Rete ferroviaria italiana - ndr- . Il collegamento del retroporto con la Collesalvetti-Vada-Pisa ne sarebbe il prosieguo naturale e permetterebbe una miglior gestione del trasporto merci di Livorno, necessario in previsione dell’ampliamento del porto. Per altro, i treni, così avrebbero anche la possibilità di bypassare il nodo di Pisa, raggiungendo l’entroterra e, quindi, l’Alta velocità. Chiedo al Governo di fare la sua parte e di ripristinare i fondi cancellati».

L’incontro al ministero, quando e se avverrà, sarà l’occasione per sollecitare quest’importante investimento per il porto labronico e per l’interporto “Amerigo Vespucci”.

«Sì, questi fondi devono tornare al più presto disponibili. Attraverso i parlamentari che operavano durante il Governo Draghi erano stati inseriti e, lo ripeto, il Governo Meloni li ha cancellati. Ora deve rimetterli il prima possibile nella Legge finanziaria, perché è un’opera necessaria che va di pari passo con la conclusione della Darsena Europa. Un porto con un traffico merci in aumento, quale sarà dopo la creazione dei nuovi piazzali da assegnare in concessione, ha assolutamente bisogno dei nuovi raccordi ferroviari di collegamento con il resto della Regione e con il resto del Paese».

Cosa chiederà poi al viceministro?

«Ritengo che sia importantissimo che da parte del Governo Meloni vi sia la consapevolezza di quanto stia funzionando bene e di quali grandi potenzialità abbia la portualità toscana, da Livorno a Piombino e non solo. Conseguentemente, in questo senso, è bene che l’esecutivo acceleri con il collegamento fra Piombino e gli assi di viabilità principali, a partire dai lavori sulla 398 e sullo sviluppo della portualità, nella capacità di realizzare quell’accordo di programma che possa porre le basi per il rilancio della siderurgia con i forni elettrici».

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