Il Tirreno

Livorno

L'anniversario della tragedia

Livorno, lanterne in cielo, torneo di calcio e tanti abbracci: «Pippi rimarrai sempre con noi»

di Stefano Taglione

	Lorenzo Filippi, il lancio delle lanterne al moletto di Antignano e il fratello Francesco con la maglietta a lui dedicata
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Lorenzo Filippi, il lancio delle lanterne al moletto di Antignano e il fratello Francesco con la maglietta a lui dedicata

Match di calcio alle Sorgenti e fuochi d'artificio sul moletto di Antignano per il ventenne morto in scooter un anno fa

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LIVORNO. Lo hanno ricordato in centinaia negli ultimi due giorni. Prima con le lanterne lanciate in cielo e i fuochi d’artificio sul moletto di Antignano. Poi con un match a lui dedicato al Magnozzi, lo stadio delle Sorgenti, giocando a calcio. Era lo sport che amava e che praticava a ottimi livelli. Livorno è tutta per “Pippi”, o “Pinolino” come lo chiamava lo zio da piccolo, il ventenne morto esattamente un anno fa, all’1,30 del 17 luglio del 2023, in un incidente in scooter in via Pendola, ad Antignano. Lasciando nel dolore più totale la sua splendida famiglia e i suoi tantissimi amici.

A un anno dalla scomparsa, al Tirreno, è mamma Dunia Crestacci a ricordare quel ragazzo meraviglioso, che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Lorenzo Filippi – un passato calcistico proprio al Pro Livorno Sorgenti, poi al Fratres Perignano, al Saline e al Massa Valpiana, dove gioca il fratello Francesco, che recentemente ha dedicato proprio a “Pinolino” il salto di categoria – abitava alla Scopaia e ha perso la vita in motorino mentre stava tornando a casa dalla discoteca. Lasciandoli soli babbo Sandra, mamma Dunia, e i fratelli Francesco e Alessia. «Questi ragazzi sono eccezionali – spiega la madre del ragazzo – perché non ci lasciano mai soli, anche per il compleanno, l’11 maggio scorso, hanno festeggiato Lorenzo. Ricordo che organizzarono un torneo di biliardino. Poi, in occasione di un torneo calcistico a sette a Cenaia, in provincia di Pisa, hanno chiamato la loro squadra “Pinolino”, come lo soprannominava mio fratello da piccolo poiché aveva un po’ la testa a forma di pinolo, e sono arrivati secondi. Peccato non abbiano vinto, mi hanno comunque portato a casa la coppa, è stato un gran bel gesto».


Nella tragedia, immensa, Dunia ha trovato persone «che posso sempre contattare, sono disponibilissime con me, voglio ringraziare questi bellissimi ragazzi e i loro genitori, non mi fanno mai mancare l’affetto e spesso mi telefonano per chiedermi se io abbia bisogno di qualcosa. Mio figlio, dal cielo, sono sicura che li sta guardando e sente fortissima la loro vicinanza».

Negli ultimi giorni, proprio in occasione dell’anniversario della scomparsa, è stata organizzata una partita allo stadio Magnozzi e dal Pendola, fino al moletto di Antignano, due see fa c’è stata una processione per ricordare “Pippi”, con i fuochi d’artificio finali e il lancio delle lanterne infuocate. «Ho sentito un amore immenso in questi giorni, ma devo dire che gli amici di Lorenzo non me lo hanno fatto mai mancare in quest’ultimo anno – prosegue mamma Dunia – anche perché sono tantissimi: dai compagni dell’asilo, a quelli delle medie e delle superiore, poi i calciatori. Sono molti coloro che lo conoscevano. Tutti bravi, belli, non ho parole per descriverli. Alcuni di loro mi hanno regalato pure una statua di una madre con il suo bambino, dedicandola a “Mamma Dunia con affetto”. È durissima senza di lui, ma nessuno purtroppo può più restituirmelo». l

 

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