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Ventenne morto a Livorno, tutti in lacrime per “Pinolo”: «Una parte di noi è volata via» – Video
Striscioni appesi in tutta la città per ricordare il giovane calciatore
LIVORNO. Ore 16. L’appuntamento per l’arrivo della salma di Lorenzo Filippi ai Lupi è per mezz’ora dopo, ma il parcheggio davanti al cimitero è già gremito. Non c’è più uno spazio libero, né per le macchine, né per i motorini. La coda di vetture parcheggiate arriva fin dentro il quartiere Corea e da ogni dove spuntano persone. Fiumi di ragazzi, amiche e amici di Lorenzo, di volti noti del mondo del pallone, di gente che da sempre conosce la famiglia, di chi è voluto esserci per stringersi attorno a Dunia e Sandro, i genitori, a Francesco e Alessia, i fratelli, ai nonni, nel momento più difficile. Si moltiplicano le divise da lavoro di varie ditte cittadine. «Ho preso un’ora di permesso», è la frase più ricorrente.
A dir la verità, però, di parole se ne sentono poche. Neanche i saluti. Basta un cenno, in silenzio. Tutti sanno perché sono lì. Non ci sono parole che possono spiegare una tragedia di questo genere. Nelle lacrime dei genitori c’è la disperazione di una famiglia meravigliosa colpita dal più profondo dei dolori. Gli abbracci degli amici sono migliaia, uno tsunami di affetto nel ricordo di “Pinolo”. “Pinolo” o “Pippi”, così lo chiamavano i suoi amici di sempre, quelli con cui condivideva i pomeriggi al moletto di Antignano o all’Armando Picchi a vedere il Livorno. Sono devastati. Nei loro occhi si legge la disperazione per aver perso un amico, un compagno di avventure, un fratello. Tanti di loro hanno affidato il loro saluto commosso ai social. «Adesso è molto difficile per me e per i ragazzi trovare un sorriso ma forse da lassù riesci ancora ad aiutarci, pensa che ci siamo messi a raccontarci tutte le improvvisate e tutti gli scherzi che con il tuo modo fantastico di essere rendevi unico. Pippi allora ogni volta che dici “de” ci devi dare un euro». Non ci riuscivi mai. Ogni volta che provavi duravi qualche secondo poi il tuo “de” scattava subito, però che bello che eri. Non sai quanto darei per poter ritoccare i tuoi riccioli ancora una volta e poter magari che ne so fare una partita a biliardino perché a te bastava poco per far felice la gente, bastavi te. Oggi mi vedo perso, non vedo dove poter trovare un conforto ma guardo su e il cielo mi sorride e so che sei te, spero un giorno di rincontrarti e di ridere ancora come abbiamo sempre fatto. Questo te lo scrivo io ma è come se te lo dicessero tutti i tuoi amici (fratelli) perché sei speciale e non sai quanto mi manchi. Ti amo fratello», il pensiero commosso di Leonardo Disegni.
«Una parte di me è volata via con te, ma ricordare i bei momenti passati insieme riempiono il mio spirito e mi danno la forza di andare avanti. Un giorno ci rivedremo mio caro fratello e ci abbracceremo per non lasciarci mai più. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Perché dovresti essere fuori dai miei pensieri solo perché sei fuori dalla mia vista? Non sei lontano, sei qui, sei accanto a me. I giorni passeranno e si trasformeranno in anni ma il tuo ricordo sarà sempre vivo dentro di me. Il tuo sorriso è la mia pace», è il ricordo di Bernardo Niccolini. Da lunedì sera è iniziato un pellegrinaggio infinito verso la zona davanti al moletto di Antignano, il punto del tremendo incidente. Lì gli amici hanno affisso uno striscione. “Ciao Pippi. Ovunque sarai, saremo sempre con te”, hanno scritto i suoi amici più cari. Tra questi Tommaso Digosciu. “Stiamo finendo di scrivere il tuo cartellone, non riesco a trovare le parole e davvero vorrei essere più forte di così, ma non ci riesco, è impossibile. Siamo tutti qui, di fronte a te e ci guardiamo negli occhi, cercando di trovare qualcosa nell’altro su cui farci forza. «È difficile», ce lo ripetono mille volte, e tutti annuiamo con la testa pensando di essere abbastanza forti. Ma come ci si prepara a una cosa del genere? Xome puoi avere la forza di non crollare? Forse a questa domanda, sapremo rispondere solo col tempo, non adesso. «Ovunque sarai, saremo sempre con te, è molto di più di una slogan per noi, da sempre per sempre, i tuoi amici». Sono tanti, tantissimi, i suoi amici. Segno di quanto affetto e amore Lorenzo abbia saputo regalare. Lo stesso che quegli stessi ragazzi stanno cercando di donare alla famiglia. Nel ricordo del loro amico.
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