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Livorno, i Mayor Von Frinzius sul set scherzano con Dustin Hoffman: «E’ venuto a conoscerci, abbiamo fatto il gioco del cane»

di Francesca Suggi
Livorno, i Mayor Von Frinzius sul set scherzano con Dustin Hoffman: «E’ venuto a conoscerci, abbiamo fatto il gioco del cane»

Il prof Giannini con gli attori Edoardo e Federico raccontano. E adesso tocca ad Andrea Lo Schiavo

29 marzo 2024
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LIVORNO. È indaffaratissimo Dustin Hoffman. Concentratissimo. Il set hollywoodiano è roba seria (come tutte le riprese cinematografiche, del resto). Con ritmi frenetici. Si gira. Qualcosa non piace. Si rifà la scena. Anche dieci volte.

Eppure l’ Uomo della pioggia, il Rain Man del celebre film del 1988, il due volte Premio Oscar Hoffman appena trova 5 minuti di tempo tra un ciak lucchese e l’altro si dedica ai livornesi del set. A Federico Parlanti, a Edoardo Moscato. Al regista Lamberto Giannini. E oggi, venerdì 29 marzo, tocca a Andrea Lo Schiavo conoscere il divo: gilè, pantaloni grigi. Tocca a lui.

«Coi ragazzi ha fatto il gioco del cane, hanno abbaiato e riso insieme e ha voluto fare un video con loro: un’emozione grande e tanta soddisfazione anche perché poi mi ha fatto tante domande sulla compagnia», Lamberto Giannini è lì con alcuni degli attori della Mayor Von Frinzius. Con quelli che girano in questi giorni. Poi Erika Bonura e Andrea Lo Schiavo lo faranno prossimamente.

Il mostro sacro del cinema mondiale è lì, protagonista del film internazionale affiancato dall’attrice statunitense Helen Hunt, Oscar per “Qualcosa è cambiato”. Questo ciak prestigioso per la regia di Peter Greenaway farà parte dell’opera cinematografica “Towers stories” nel cui cast sono presenti a parte i due attori mito, anche astri in ascesa come l’algerina Sofia Boutella, protagonista di “Rebel Moon”, e tra quelli italiani nel cast ci saranno Laura Morante e Giacomo Gianniotti.

Roba grossa. Come ha sempre detto il deus ex machina della compagnia «questa esperienza ha dell’incredibile, non la cercavamo ed è per questo che ci sembra una barzelletta».

Il racconto di Giannini si tinge di aneddoti. Di storia vissuta e raccontata in quello che lui chiama «il suo inglese maccheronico». «Ho raccontato a Dustin Hoffman della compagnia, da quanti anni esistiamo, quanti attori sono». Hoffman si complimenta con Giannini di questo progetto di teatro inclusivo che da 27 anni ha portato alla nascita di una compagnia conosciuta ormai in tutta Italia. E che grazie al film varcherà anche i confini nazionali ed europei.

«Hoffman si è messo poi a scherzare e a giocare con Federico ed Edoardo, un bel momento: poi è stato richiamato all’ordine». Che vuol dire ritmi stressanti, con una preparazione certosina. «Ma i nostri attori sono stati al pezzo. Sono esempi di grande professionismo Federico ed Edoardo: sono stati subito pronti quando toccava a loro». Grandi parole anche per il regista, il maestro Peter Greenaway: «Ha una potenza nella direzione incredibile e una grande dolcezza».


 

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