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Livorno, la mèta più bella di Gabriele a fine gara: «Francesca ha detto sì: ci sposeremo»

di Dario Serpan
Livorno, la mèta più bella di Gabriele a fine gara: «Francesca ha detto sì: ci sposeremo»

La sorpresa del giocatore di Lari dopo il match allo stadio Priami: «L’ho fatta entrare in campo con una scusa, ecco come è andata»

25 marzo 2024
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LIVORNO. Una palla da rugby, una casacca amaranto, un anello e una proposta di matrimonio. Cosa hanno in comune questi elementi? È successo tutto domenica 24 marzo al Priami di Stagno, fortino casalingo della LundaX Lions Amaranto, che milita in serie B di rugby. I leoni, guidati da coach Giacomo Bernini, hanno perso il derby toscano con il Cus Siena (impostosi per 29-15), interrompendo alla settima giornata di ritorno una bella striscia di vittorie in campionato.

A fine gara, però, è successo qualcosa di imprevisto, almeno per qualcuno di speciale tra il pubblico presente: il pilone amaranto classe 1999 Gabriele Cerrai, cresciuto e residente a Lari, ha chiesto alla sua compagna Francesca di sposarlo. Lei, fatta entrare in campo con una scusa, ha pronunciato il fatidico sì. Dietro al gesto così emozionante e importante compiuto dal giocatore amaranto, alla sua prima stagione con i Lions, c’è una storia d’amore scoppiata quasi per caso con la palla ovale, e un grande dolore che proprio il rugby ha aiutato Gabriele ad alleviare.

Non è la prima volta che lo sport regala questi episodi, ma a Gabriele Cerrai come è venuto in mente di fare la proposta di matrimonio in questo modo?

«È nato tutto a sensazione – racconta il pilone pisano -. Con Francesca già da un po’ parlavamo di matrimonio, io avevo già con me l’anello e così mi sono buttato. Nei giorni prima della partita ho chiesto a coach Bernini e ai capitani il permesso di fare questa cosa e, una volta ottenuta la loro approvazione, mi sono buttato. Durante il saluto a fine gara con gli avversari, il nostro team manager è andato a chiamare la mia compagna dicendole per finta che io mi ero fatto male a una spalla e avevo bisogno di aiuto per uscire dal campo. In realtà io mi trovavo in mezzo ai miei compagni disposti in cerchio attorno a me. Quanto è arrivata Francesca mi sono inginocchiato e le ho fatto la proposta. È stata un’emozione incredibile, lei è scoppiata a piangere e per fortuna mi ha detto di sì. Subito dopo abbiamo festeggiato nel terzo tempo con i compagni e le altre persone presenti. Io ci tengo a ringraziare di cuore tutto il club e le persone che mi hanno aiutato a realizzare questa cosa».

Avete già fissato la data del matrimonio?

«Sarà a luglio, per la data aspettiamo la conferma dal Comune di Lari, dove abitiamo adesso, però vorremmo spostarci a Livorno, dove lavoriamo entrambi».

Che cosa fate e cos’altro c’è nella vostra vita?

«Abbiamo un bambino di due anni e mezzo, Joele. Io di lavoro faccio il perito auto, mentre Francesca è un’onicotecnica».

Come vi siete conosciuti e com’è nata la vostra storia?

«Abbiamo la stessa età e ci siamo conosciuti alle scuole medie, ma non eravamo in classe insieme. Io ero ripetente e quando ci siamo messi insieme Francesca era già alle superiori, dove abbiamo fatto entrambi l’Istituto alberghiero».

Si è ispirato a qualcuno in particolare per la sua speciale proposta di matrimonio?

«Ciò che mi ha ispirato è stato il fatto di volerla fare con le persone che mi hanno aiutato a riprendere la mia vita in mano. Ai Lions Amaranto ho trovato una seconda casa, dove hanno accolto me e la mia famiglia. Da estranei, i miei compagni, ma non solo loro, sono diventati amici. Per me è un onore aver potuto compiere questo gesto con loro».

Perché dice di avere dovuto riprendere la sua vita in mano? Da cosa ha dovuto risollevarsi?

«Dalla scomparsa di mio cugino Michele, avvenuta nel 2022. Siamo cresciuti insieme e per me era come un fratello. Sabato scorso avrebbe compiuto 29 anni, e proprio il giorno dopo io ho fatto la mia proposta di matrimonio a Francesca. I Lions Amaranto, e il rugby in generale, mi hanno aiutato a riprendermi da questo grande dolore, accogliendomi e dandomi una possibilità in questo sport che non avevo mai praticato prima».

E come si è avvicinato alla palla ovale?

«Circa un anno fa, a inizio 2023, andai proprio a Stagno a vedere mio cognato che giocava nell’under 12 dei Lions, Dopo la sua partita c’era quella dei Seniores, così sono rimasto a vederla ed è scattata la scintilla che mi ha fatto innamorare di questo sport, che adesso vivo con passione e impegno per imparare dagli altri e crescere sempre di più». Ma la mèta più bella Gabriele l’ha già segnata .

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