Il Tirreno

Livorno

L'intervista

Nipotine abusate, parla la madre di due delle ragazze: «A mia figlia una volta le ha dato i soldi»

di Stefano Taglione
Due guardie giurate fuori dal tribunale di Livorno (foto d'archivio)
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Due guardie giurate fuori dal tribunale di Livorno (foto d'archivio)

Livorno, il racconto della signora in lacrime: «Ha distrutto la nostra famiglia, mia mamma gli crede». E racconta nuovi particolari

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LIVORNO. «Mia figlia ha rivelato per la prima volta degli abusi subiti nel 2019. Lo ha fatto dopo aver incontrato la cugina, che parlando con lei le ha confidato a sua volta di essere stata vittima di questa persona. Io le ho creduto subito, sono rimasta sotto choc: quest’uomo, il marito di mia madre, faceva queste cose avendo il coraggio di guardarci sempre negli occhi. Una volta le ha dato pure i soldi. Non ho mai sospettato di nulla, anche perché non ho mai lasciato le mie figlie dormire fuori casa. E invece, proprio in casa, è successo tutto. Mia nipote, poi, mi ha detto che una mattina se lo è trovato in camera da letto mentre lui aveva una mano nelle parti intime di lei. Le ha chiesto cosa facesse, lui si è scusato dicendo che l’aveva scambiata per la moglie, sua nonna».

A parlare è la madre di due delle donne che, a partire dal 1998, sarebbero state abusate dall’ottantasettenne marito della loro nonna. Un “nonno” acquisito che, mentre erano in vacanza con la famiglia al mare, avrebbe abusato di loro. E che oggi è imputato per atti sessuali con minorenne. L’anziano non è ancora mai stato ascoltato dai magistrato nel merito delle accuse delle nipotine e la sua versione dei fatti, quindi, al momento non è nota.

Signora, come ha reagito quando prima le sue figlie, poi sua nipote, le hanno rivelato di questi presunti abusi?

«Ero sotto choc, ma ci ho creduto fin dal primo momento. Per me è stato un lutto, ho impiegato un anno per riprendermi».

E sua madre, la moglie dell’imputato, come ha reagito?

«Ha preso le sue difese. Le ho chiesto di raggiungerci a casa, nel luogo dove viviamo, e ha passato un po’ di tempo con noi. Non ci credeva, ha detto che una delle mie figlie era una pu**ana. Abbiamo dovuto riaccompagnarla a Livorno e ha passato il viaggio prendendo a pugni il finestrino dell’auto, giungendo a destinazione con le braccia piena di lividi. È l’ultima volta che l’ho vista».

Non è più venuta a Livorno a trovarla?

«No, ho paura al solo pensiero di venire in città. Sono ritornata solamente per un’udienza. Noi, a Livorno, venivamo per le vacanze estive. Le mie figlie, con i fratelli e i cugini, ci restavano per quattro settimane».

Ha mai affrontato quest’uomo dopo le rivelazioni delle ragazze?

«Sì, lui però sostiene che le cose siano andate in maniera diversa».

Come mai, le sue figlie e sua nipote, hanno deciso di denunciarlo dopo così tanti anni?

«Non deve essere facile parlare di certe questioni, le capisco. Prima loro davano la colpa a se stesse, solo dopo hanno compreso cosa è successo davvero e che le colpe non erano le loro. Una volta, una delle mie figlie, mi ha detto che lui le diceva “Se lo sa la nonna andiamo tutti in prigione, non le dire niente”. Ognuna di loro non sapeva delle altre, lo hanno scoperto solo qualche anno fa. Poi hanno deciso di sporgere querela e spero che il processo possa concludersi a maggio».

Che cosa si aspetta dalla giustizia?

«Che venga condannato, anche se ormai è anziano». l

S.T.

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