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Ecco il protocollo per tutelare i cento riders livornesi. Appello alle piattaforme: «Aderite»

di Claudia Guarino
Ecco il protocollo per tutelare i cento riders livornesi. Appello alle piattaforme: «Aderite»<br type="_moz" />

Amministrazione e sindacati hanno creato un protocollo che definisce i diritti dei fattorini Bellandi (Cgil): «È giusto che abbiano paghe adeguate e che lavorino in tutta sicurezza»

09 febbraio 2024
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Livorno Lo schianto, violentissimo, contro la Maserati nera. E il giovane rider che cade sull’asfalto, accanto al suo zainetto azzurro a marchio Deliveroo. Era il 25 marzo di due anni fa. William De Rose morì in ospedale, poco dopo lo scontro sul viale Marconi, ad appena 29 anni. È da qui, da questa tragedia, che istituzioni e sindacati hanno iniziato a lavorare insieme a un protocollo per tutelare il lavoro dei riders livornesi (tra 100 e 150 persone) dal punto di vista dei diritti e della sicurezza. Protocollo che, per avere un senso, dovrebbe essere firmato anche dai datori di lavoro dei fattorini, cioè dalle piattaforme: Deliveroo, per esempio, ma anche Glovo e Just Eat che, da parte sua, ha già pattuito a livello nazionale proprie tipologie di contratti. Non è semplice raggiungere queste piattaforme. Neanche per Comune e sindacati.

«Contattate il Comune»

«Ma è un punto di partenza che vuole anche stimolare un dibattito. Piattaforme e riders possono scriverci a riders@comune.livorno.it», spiega l’assessora Giovanna Cepparello, che ha presentato in Comune il protocollo insieme al sindaco Luca Salvetti, agli assessori Gianfranco Simoncini e Rocco Garufo, a Filippo Bellandi (Cgil), Uliano Bardini (Cisl), Massimo Marino (Uil), Giorgio Pacini (consigliere comunale firmatario di una mozione sul tema), Alessio Simoncini (presidente Arci territoriale Livorno) e Carla Ferretti (presidente dell’associazione Fiab Triglia in bicicletta che ha aderito all’iniziativa).

Il protocollo

Nel protocollo, per esempio, si stabilisce che i riders hanno diritto a nominare i propri rappresentanti sindacali e che «i datori di lavoro (le piattaforme, ndr) si impegnano a non fare ricorso in nessun caso al lavoro a cottimo. L’algoritmo di assegnazione delle consegne dovrà essere conosciuto dai lavoratori e dai sindacati e dovrà garantire una distribuzione equa delle consegne tra i lavoratori disponibili in un determinato slot orario». Inoltre, «sarà istituito e riconosciuto un marchio etico territoriale per le attività di delivery (consegna a domicilio, ndr) che sottoscrivono il presente protocollo e per le attività di somministrazione che si impegnano ad usare solo le piattaforme firmatarie». E «i datori di lavoro si impegnano ad allestire nei confini comunali, con il contributo del Comune, tre aree dotate di servizi igenici e prese di corrente per il riparo dalle intemperie, alle quali potranno aggiungersi spazi messi a disposizione da associazioni del territorio che decidano di aderire al presente protocollo». Al momento ne esiste uno ed è stato allestito al circolo Arci Carli di Salviano. Dovrebbe entrare in funzione a breve e qui i riders possono trovare riparo un paio di giorni a settimana.

«Un buon inizio»

Tornando al protocollo, secondo Bellandi, «è un buon inizio, ma adesso va fatto vivere e dobbiamo sollecitare le piattaforme ad aderire. Piattaforme con cui il rapporto è complicato perché spesso si tratta di soggetti sovranazionali sfuggenti che si muovono in una normativa elastica». Ma, prosegue Bardini, «i riders devono lavorare in sicurezza e a determinate condizioni» e, dunque, ribadisce Marino, «dobbiamo dare vita all’accordo».l

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