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Livorno, in 700 alla tavola della Sant’Egidio. «Il pranzo di Natale è un segno di fratellanza»

Livorno, in 700 alla tavola della Sant’Egidio. «Il pranzo di Natale è un segno di fratellanza»<br type="_moz" />

Quest’anno pranzo anche al mercato Centrale, oltre che nella chiesa di San Giovanni

27 dicembre 2023
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Livorno Settecento persone a tavola e cento volontari a servire. Il tutto, quest’anno, tra la chiesa di San Giovanni e il mercato Centrale, messo a disposizione dall’amministrazione comunale. È stato un colpo d’occhio emozionante, quello offerto dal tradizionale pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio. E un momento di felicità per tanti, che si è concluso con l’arrivo di Babbo Natale sui fossi, a bordo di un gommone, che ha fatto sbracciare di gioia centinaia di bambini.

«Auguri di pace»

L’organizzazione del pranzo è stata possibile grazie alle tante donazioni. L’associazione dei tortai, per esempio, ha regalato 20 chili di torta. E la Comunità di Sant’Egidio ringrazia tutti, con molto affetto. «Il pranzo di Natale propone non solo l’accoglienza e la solidarietà dovuta a chi si trova in difficoltà – spiega Sabatino Caso, rappresentante della Comunità di Livorno –. È immagine di un riscatto possibile dalla povertà in cui si è caduti, anche a causa della guerra che ti toglie tutto. È immagine di una città diversa, dove si vive l’incontro sereno, solidale, entusiasmante, tra mondi diversi e si sta bene insieme perché c’è calore e solidarietà. È la visione di un mondo dove la pace è ristabilita e le cose belle esistono». All’apertura del pranzo lo stesso Caso ha voluto sottolineare che «oggi qui ci sono persone originarie di tanti paesi diversi: Filippine, Albania, Georgia, Srilanka, Senegal, Perù, Marocco, Ucraina, Bangladesh, Nigeria, Repubblica Domenicana, Egitto, Ucraina, Romania, Bulgaria, Turchia, Tunisia, Egitto, Gambia, Brasile, Russia, Venezuela e Colombia». Ecco, dunque, gli auguri della Comunità. «Soprattutto di pace, di poter vivere insieme».

La novità del mercato

Quest’anno al pranzo di Natale c’era la novità del mercato Centrale. «Abbiamo scelto il mercato – dice Luca Gentini, Sant’Egidio – perché è il luogo dell’incontro. È possibile invece vivere insieme: l’immagine di oggi dice quanto questo sia realizzabile. È la nostra speranza certo ma è anche quello che stiamo costruendo in questa nostra amata città». Un’idea, questa, condivisa anche dal vescovo, monsignor Simone Giusti.

«Una bella chiesa»

«È un’immagine molto bella, quella di questa Chiesa – dice Giusti –, di questa mensa antica da cui discende una tavola per tutti, dove ci si conosce, si comincia a condividere un pasto e si finisce per condividere un cammino, una città, il futuro, la pace. E poi l’immagine della tavola: l’integrazione davvero si fa a tavola. Perché a tavola si chiacchiera, si diventa più amici. Fa pensare. Il mondo come una grande famiglia riunita. È possibile. Ringraziamo la Comunità di Sant’Egidio per essere qui insieme. Stare insieme è la bella e buona notizia di questo Natale, Natale di sofferenza e di guerra per tanta gente. Non dimentichiamoli. Cerchiamo tutti di stare insieme, come amici, come oggi, ogni giorno. Buon Natale a tutti». Il sindaco Luca Salvetti aggiunge che «il pranzo del Natale è ormai un’iniziativa molto attesa e per come è pensata, per come viene proposta anche con la novità di questo anno, è una delle idee più belle che la città di Livorno propone. Vi auguro un buon Natale, buone feste, a cominciare dai bambini. A loro dobbiamo guardare sempre: sono le generazioni future quelle a cui guardare, il loro futuro deve essere il punto di riferimento del lavoro che possiamo fare». Bambini presenti anche al pranzo, che l’assessore al Commercio Rocco Garufo definisce «un’iniziativa a cui lavoravamo da anni con la Comunità di Sant’Egidio e che finalmente abbiamo potuto realizzare: ci abbiamo creduto e l’abbiamo fatto. Un’immagine bellissima, frutto del lavoro fatto insieme».l

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