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L’intervista

Livorno, l’imprenditore cinese re dei bar: «Noi abbiamo voglia di lavorare, i livornesi invece pensano al mare»

di Stefano Taglione
Livorno, l’imprenditore cinese re dei bar: «Noi abbiamo voglia di lavorare, i livornesi invece pensano al mare»

Zujun Zhang, 40 anni: «Non ci lamentiamo e lasciamo bassi i prezzi. Per di più non siamo “sfavati” come qualche livornese, noi con il servizio ci sappiamo fare, siamo gentili»

25 maggio 2023
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LIVORNO. «Come mai noi cinesi compriamo tanti bar? Perché a Livorno sono attività redditizie e funzionano molto bene. Io personalmente non penso di aver alcun segreto, solo voglia di lavorare. E i livornesi, soprattutto d’estate, voglia di lavorare non ne hanno. E si lamentano sempre che le cose non vanno».

A parlare è Zujun Zhang, 40 anni, imprenditore orientale da 12 a capo del bar ristorante Jambo di via della Madonna. Emigrato dalla Cina in Italia nel 1998, quando di anni ne aveva ancora 15, «ormai sono italiano, il mio Paese di origine non mi manca affatto perché ho tutto qui, non solo il lavoro, anche la famiglia, ad esempio mia figlia». La famiglia Zhang è la stessa che nelle scorse settimane ha acquisito il “Bon Ton” di via Pian di Rota e che era già proprietaria del “Bamboo” di via del Lavoro, nel quartiere di San Marco. Vantano una grande esperienza nelle attività al pubblico e secondo una prima stima un terzo dei bar cinesi labronici, fra questi anche una tabaccheria, sono loro.

Zhang, i bar a Livorno funzionano molto bene.

«Sì, abbiamo tanti clienti. Non solo livornesi, anche stranieri. La nostra è una città aperta, le persone adorano andare al bar. Ma non è certo una novità di questi anni, è sempre stato così. Oltre agli italiani molti consumatori sono rumeni o albanesi: si trovano bene con il nostro servizio».

Molti livornesi, però, si lamentano che le cose non vanno bene.

«Si lamentano perché non hanno voglia di lavorare, inutile girarci attorno. Soprattutto quando arriva l’estate».

Come mai?

«Perché non vedono l’ora di andare al mare. Sa da quanto non ci vado io al mare?

No.

«Non tocco l’acqua del mare da otto anni eppure ce l’ho qui dietro. Mi piacerebbe tanto prendermi qualche ora e andare in spiaggia, ma non riesco».

Non è che siete voi a lavorare troppo?

«Non lavoriamo troppo. Semplicemente evitiamo di chiudere alle 18-18.30 perché sappiamo che i clienti arrivano anche dopo. Manteniamo un orario più ampio, in modo tale da offrire un servizio migliore ai consumatori».

Voglia di lavorare o no, è un dato di fatto che sempre più bar livornesi sono di proprietà cinese. Come mai questo aumento esponenziale di acquisizioni? I cinesi sanno gestire i bar meglio degli italiani?

«Non credo che i cinesi siano più bravi a gestire i bar rispetto ai livornesi, ma sicuramente hanno tanta voglia di lavorare. A Livorno non ho mai visto un bar cinese fallito».

Un altro aspetto sono i prezzi. Negli ultimi anni, soprattutto il costo del caffè, è aumentato notevolmente. Altri locali, in particolare quelli gestiti dai cinesi, hanno lasciato i listini inalterati. Come mai?

«È vero, i proprietario dei bar a Livorno non fanno altro che aumentare i prezzi come soluzione alla crisi. Ma non è così che si risolve la situazione. Agli stessi prezzi possiamo mantenere inalterata la qualità, noi lo facciamo. Per di più non siamo “sfavati” come qualche livornese. Noi con il servizio ci sappiamo fare, siamo gentili».

Da quant’è che lei gestisce il bar Jambo?

«Dodici anni, è dal 1998 che sono il proprietario del mio locale di via della Madonna, che è anche un ristorante. Sono un imprenditore serio, rispetto le regole e pago il suolo pubblico. Purtroppo, però, so che ci sono persone che non lo fanno, arrecando concorrenza sleale agli imprenditori seri come me e provocando danni anche a tutti i cittadini, perché non pagano i contributi al Comune».

Lei dà lavoro a tante persone?

«Sì, ci sono anche tre famiglie livornesi. Noi vogliamo dare lavoro».

Suo cugino, qualche settimana fa, ha acquistato il “Bon Ton” di via Pian di Rota.

«Il suo è un bel progetto, è un imprenditore serio e darà lavoro a otto ragazzi livornesi. È venuto a far colazione da me anche stamattina (ieri per chi legge ndr). È un’ottima persona, sa fare bene il suo lavoro e ha esperienza nel campo».

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