Il Tirreno

Livorno

La sentenza

Assolto dopo aver coltivato tre piante di marijuana nella sua casa di Ardenza

Stefano Taglione
Le piante sequestrate dalla finanza
Le piante sequestrate dalla finanza

Livorno: il trentacinquenne cinque anni fa era stato scoperto e denunciato dalla guardia di finanza con un chilo e mezzo di droga leggera

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LIVORNO. Assolto nonostante fosse stato scoperto in casa con due piante di cannabis alte un metro e 30 centimetri e una terza messa a essiccare. Esce pulito dal processo per spaccio un trentacinquenne livornese che nel maggio 2018 venne denunciato dalla guardia di finanza con un chilo e mezzo di marijuana nel suo appartamento di Ardenza. Il giovane, durante le udienze, ha raccontato di non aver mai trafficato le sostanze ma, al contrario, di esserne un consumatore per motivi terapeutici.

Le accuse

L’imputato – difeso dall’avvocata Elena Parietti – era accusato di spaccio (non per la coltivazione), un reato fin da subito contestato dalla legale e secondo la procura motivato dall’ingente quantitativo sequestrato. Le fiamme gialle avevano perquisito l’abitazione dopo che – secondo quanto spiegato dal Tirreno nei giorni successivi all’operazione – erano state attirate dall’odore di cannabis dalla strada. In casa, oltre a installare le lampade termiche, un avanzato sistema di ventilazione.

La strategia difensiva

Parietti ha censurato la «non corretta contestazione del capo, laddove si contesta all’imputato la detenzione ai fini della cessione a terzi, quando trattandosi di una sostanza ancora non sostanza, dato che era in fase di coltivazione o essiccazione, la corretta imputazione avrebbe dovuto essere eventualmente la coltivazione. L’idea del legislatore di prevedere l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio è riconducibile alla tutela della collettività rispetto all’immissione sul mercato di sostanze che possono danneggiare la salute pubblica. Nel diverso reato di coltivazione la tutela si traduce nel pericolo astratto di creare, un domani, una quantità di stupefacente che poi sarà immessa sul mercato».

La sentenza

Secondo la legale – visto che la droga non è stata analizzata da una perizia, ma solo con il “violet test” – «la marijuana era a uso personale». Di parere diverso l’accusa. Il giudice Marco Sacquegna, che depositerà le motivazioni entro 90 giorni, ha deciso di assolverlo per la particolare tenuità del fatto. «Parlare di cannabis oggi è troppo generico dato che, nozione ormai di conoscenza comune – conclude Parietti – il mercato di questa sostanza, per quanto discusso, è ormai aperto e lecito purché il suo principio attivo (Thc) non sia superiore allo 0,5%».

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