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Livorno

Arte e polemiche

«È glassata». «Macché, è bellissima». Livorno divisa sulla "nuova" statua di Luigi Orlando al Cantiere 

di Flavio Lombardi
«È glassata». «Macché, è bellissima». Livorno divisa sulla "nuova" statua di Luigi Orlando al Cantiere 

L’opera è stata appena restaurata. Il direttore Federico Sardelli: «Un osceno soldatino di plastica nera». La replica dei tecnici: «Tra poco tornerà come prima»

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LIVORNO. Appena è stata scoperta, restituita alla vista dei livornesi, i social sono impazziti. La statua davanti all’ingresso del cantiere in onore a Luigi Orlando, è, secondo molte persone, restaurata male. «Un bel monumento di bronzo, con le sue belle e naturali patine, è diventato un osceno soldatino di plastica nera, glassato da una colata di Vernidas. Chi ha fatto questo lavoro e quale giustificazione si può dare a questo penoso risultato? No, ditecelo, perché la statua è di tutti», ha sentenziato Federico Maria Sardelli, noto musicista e vignettista livornese.

L’argomento desta curiosità, e mentre il nostro fotografo fa lo scatto, un signore a passeggio col suo cane, incuriosito, domanda: «Sei un altro che viene a fare il ciaccione senza sapè di’osa chiacchiera? Io, non ci’apisco nulla, e stò ner mio. ..». Questa affermazione ultima, lascia capire che non tutti la pensano uguale, e che comunque c’è una spaccatura nelle opinioni. Chi approva, chi invece no.

A dare una spiegazione da addetto ai lavori, l’architetto Stefano Cobolli Gigli di Milano che cura per conto di Porta Medicea molti progetti. La società fa capo a Igd che sta costruendo Porta a Mare. Dopo aver premesso che è la prima volta che gli capita di leggere via social un sacco di critiche dopo un intervento restaurativo-conservativo, dice: «Mi hanno inviato dei coloriti messaggi in livornese, che però sono divertenti. Uno sport nazionale, quello di criticare. Diciamo prima di tutto che l’intervento è stato eseguito da Cristina Trimboli, una esperta in conservazione e professionista del settore. È un titolo di studio, non una roba comprata al mercato un tanto al chilo e che lavora regolarmente in tutta Italia perché brava. Ha pure curato, al cantiere, tutto il recupero della parte esterna dell’orologio su cui nessuno ha avuto da ridire alcunché, e pure tutti i muri delle officine storiche che adesso sono di nuovo una meraviglia».

Cobolli Gigli, prende la scheda tecnica e prima ancora aggiunge: «Bene chiarire che dopo le prime tre o quattro libecciate, la statua si opacizzerà». Poi, entra nel dettaglio. «La tecnica è stata eseguita a regola d’arte. Sia nella pulitura, che nei materiali usati. C’erano incrostazioni, ossidazioni, depositi, infestazioni insettivore, buchi nelle superfici metalliche. Danni anche sulle parti lapidee, con infestazioni di origini biologica e rotture. Si è usato prodotti neutri a base acquosa, ammonio, sanificanti e, nella parte bronzea, fra gli altri, ammonio, citrato, acqua demineralizzata. Dopo, soluzioni per lo specifico trattamento e conservazione di questo particolare metallo, date a pennello. Nessuno si preoccupi. Entro breve, tutto si normalizzerà. Si potrebbe dire che la statua è tornata com’era 100 anni fa e col tempo tornerà anche verde».

Il sindaco, interpellato, risponde. «Non sono esperto e mi astengo dalla valutazione del lavoro. Posso dire che la statua ora è nettamente più bella, le sue cure sono state affidate a professionisti del settore e ad una restauratrice di rilievo che ha già lavorato su altri monumenti importanti in giro per l’Italia. In questi mesi abbiamo potuto ammirare l’intervento per il restauro dei Quattro Mori e quello della statua del Villano. Tecniche e risultati sovrapponibili. Non mi spiego perché tutte queste polemiche sulla statua di Orlando».l
 

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