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Colonnine per le auto elettriche, l’assessora assicura: «Già ad aprile la nuova rete»

Stefano Taglione
L'assessora al traffico, Giovanna Cepparello (foto Stefanini/Silvi)
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L'assessora al traffico, Giovanna Cepparello (foto Stefanini/Silvi)

Livorno, per ora in città ce ne sono pochissime (meno che all'Elba e a Piombino): «Lieve ritardo, ma non del Comune»

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LIVORNO. La volontà dell’amministrazione, come aveva anticipato nell’aprile dell’anno scorso al Tirreno, è far diventare Livorno un punto di riferimento toscano (e non solo) per i possessori delle auto elettriche. Nelle intenzioni, il progetto, sarebbe dovuto diventare realtà entro la fine dell’anno scorso: 33 nuove stazioni di ricarica (lente e rapide) sparse per la città, con il totale che avrebbe superato quota 40 colonnine. Un piano ambizioso, che pur essendo «in lieve ritardo», partirà ad aprile: «Si sono verificati dei problemi non dipesi dal Comune – spiega l’assessora al traffico, Giovanna Cepparello – che hanno riguardato, per lo più, le proprietà del suolo che in alcuni casi non era pubblico. In ogni caso, ora, è stato tutto superato e siamo pronti a partire. Ci siamo basati su uno studio che ci ha indicato quante colonnine elettriche servono a Livorno e, anche se ora i punti di ricarica sono pochi, a breve saremo all’avanguardia. Anche se vorremmo fare ancora di più». Qualche ritardo, con ogni probabilità, è dipeso anche «dalle criticità delle infrastrutture», spiega il presidente di Aci Livorno, Marco Fiorillo, che per i suoi distributori sta da tempo lottando con la burocrazia per installare due stazioni (l’approfondimento nell’articolo sotto ndr).

Gli operatori

Gli operatori che hanno risposto all’appello di palazzo civico sono Enel X e Be Charge (quest’ultimo di Eni). Sono i principali del nostro Paese e, fra l’altro, abbonandosi all’uno o all’altro si ha la disponibilità della quasi totalità delle stazioni di entrambe le aziende. Rispetto all’elenco stilato un anno fa dal Comune – si trova nell’articolo a sinistra – c’è stata qualche piccola modifica su alcuni dei punti di ricarica inizialmente individuati che verrà presto ufficializzata dall’amministrazione. L’impianto, in ogni caso, resta quello originariamente pensato dagli uffici di piazza del Municipio e non si discosterà di molto.

Le tariffe

Delle tariffe per gli utenti si occuperanno, naturalmente, i due gestori delle stazioni, che riceveranno gratuitamente la disponibilità del suolo pubblico dal Comune. Caricare con Enel X costa, senza abbonamenti e in ricarica lenta, 0,58 euro al kilowattora – per una piccola Dacia Spring, ad esempio, il pieno è di 15,66 euro per 200 chilometri – o 0,89 euro in rapida (con la stessa auto 24,03 euro per 200 chilometri). Un prezzo, non certamente modico, che tuttavia si abbassa in modo esponenziale scegliendo un abbonamento: sempre con Enel X, infatti, si possono acquistare con 45 euro 145 kilowattora da sfruttare in un mese, al prezzo di 31 centesimi al kWh, quindi con la stessa Dacia Spring 200 chilometri si percorrerebbero spendendo 7,75 euro. Fra le agevolazioni anche la possibilità di prenotare, 15 minuti prima, la colonnina. Mentre per andare a riprendere la macchina senza pagare penali (anche di 18 centesimi al minuto) si ha un’ora di tempo dalla fine del pieno. Ulteriori risparmi, ovviamente, si hanno ricaricando a casa, specialmente la notte con un contratto biorario. E anche Be Charge offre tariffe tutto incluso concorrenziali: 175 euro al mese per 500 kilowattora (35 centesimi al kWh), 90 per 250 kilowattora (36 centesimi al kWh), 38 per 100 kilowattora (38 centesimi al kWh) e 20 per 50 kilowattora (40 centesimi al kWh). l

Stefano Taglione

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