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Nel centro di Livorno una sola colonnina elettrica: per le auto siamo peggio dell’Elba

di Stefano Taglione
Nel centro di Livorno una sola colonnina elettrica: per le auto siamo peggio dell’Elba

L’unico punto di ricarica si trova in piazza del Municipio ed è sempre occupato. Le altre otto stazioni pubbliche si trovano ai distributori e nei centri commerciali

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LIVORNO. Una sola colonnina in tutto il centro della città – perennemente occupata delle macchine in ricarica – e altre otto sparse fra i distributori di benzina posizionati nelle strade a maggior transito (quindi in periferia) e i centri commerciali, dove certamente si può avere più fortuna di fare il pieno al proprio veicolo.

Maglia nera

Livorno, per le auto elettriche, è peggio pure dell’isola d’Elba. Lo è a maggior ragione per chi vorrebbe farsi una passeggiata sul lungomare o in via Grande, visto che l’unica e per altro vecchia colonnina è di Enel X – due prese, entrambe lente – si trova in piazza del Municipio ed è quasi sempre occupata dai mezzi in ricarica. Veramente difficile, infatti, riuscire a trovare posto di fronte al Comune, visto che evidentemente un po’ di utenza interessata c’è.

L’elenco

Le altre sette stazioni pubbliche sono dislocate in periferia, fra i centri commerciali e distributori di benzina. Comode per chi va fare la spesa, o per chi in emergenza deve fermarsi a ricaricare, ma non certo per coloro che vorrebbe raggiungere il centro o farsi una passeggiata sul mare, dato che per farlo dovrebbero prendere un autobus o avere una bici pieghevole o un monopattino elettrico nel bagagliaio. Le colonnine in questione si trovano accanto al Parco Levante e al Decathlon (quattro veloci e due lente), alla Q8 di Coteto vicino alla caserma dei vigili del fuoco (la più nuova del network Evviva con sei posti rapidi, di cui due con il cosiddetto attacco “Chademo”), ai distributori Eni di viale della Libertà e viale Petrarca (in tutto quattro veloci e due lente, anche se molto spesso in quest’ultimo piazzale ci sono veicoli parcheggiati che ne ostruiscono l’accesso), in via Giotto Ciardi e via Gino Graziani (Porta a Terra, quattro lente) e nel parcheggio sotterraneo dell’Esselunga di viale Petrarca, proprio di fronte all’Eni, dove ci sono due stazioni veloci e una lenta (sono gestite da Be Charge e, fino alla fine dell’anno scorso, se ne occupava direttamente il supermercato e si poteva ricaricare l’auto gratis). Le altre sono private: ce n’è una per i clienti del Grand Hotel Palazzo, l’unica sul lungomare, e altre nelle concessionarie Autoitalia di via Russo, Scotti di via Nord e Scar di via Ugione. Infine, le ultime, alla Nuova Carrozzeria Accademia di via di Popogna e ancora in via Ugione, da Intergomma. Un’ultima, gratuita ma non funziona da tempo, è sotto la Lidl di viale Ippolito Nievo, di fronte all’impianto di carburanti dell’Aci. Uscendo dal territorio comunale ne troviamo poi una a Stagno (in via Verga, due prese lente) e un’altra al distributore di benzina dell’A12 di Castagnolo, sull’autostrada, ma qui siamo già in area pisana. In pratica, nell’abitato di Stagno, ci sono le stesse colonnine che troviamo in centro a Livorno: una con due prese. Ma se nella frazione colligiana trovare posto è semplice, perché ci abitano meno persone, a Livorno è letteralmente impossibile, anche la sera tardi.

Il progetto

Il Comune, l’anno scorso, al Tirreno aveva annunciato l’installazione di 33 nuove stazioni di ricarica – a destra l’approfondimento con l’assessora al traffico, Giovanna Cepparello – che quando diventeranno realtà farebbero effettivamente di Livorno una città ecologicamente all’avanguardia in Toscana, perché gli impianti (di ultima tecnologia) all’improvviso diventerebbero veramente tanti. Li gestiranno Enel X e Be Charge (Eni) e i posti individuati – in base a quanto spiegato da palazzo civico nell’aprile dell’anno scorso – erano piazza Dante (due davanti alla stazione ferroviaria), via Giotto Ciardi (a Porta a Terra, dove già ce ne sono due nel centro commerciale), via Pollastrini (vicino al Comune), piazza Mazzini, via Masi, via Firenze (in corrispondenza del parcheggio della Pam di piazza Saragat), all’incrocio fra via Cocchella e via degli Etruschi, via Beccario, largo Bellavista (sul lungomare), via Terreni, piazza Europa, piazza Ferrucci, largo Christian Bartoli (Tre Ponti), incrocio via del Littorale-via Capraia, incrocio via Costanza-via dei Pelaghi, piazza della Vittoria, piazza Damiano Chiesa, viale della Libertà (nel posteggio), incrocio via dell’Ardenza-via Salvestri, piazza San Jacopo in Acquaviva, incrocio via di Salviano-via di Levante, viale Cassa di Risparmio, incrocio viale Boccaccio-via Meucci, via dei Bagni, sull’Aurelia a Quercianella, incrocio via Allende-via dei Pensieri, parcheggio Santa Trinita (in Venezia, lato porto), via Guadalajara e alle uscite della Variante di Livorno centro e Livorno sud. Al momento, però, di questi punti di ricarica non ne se ne è visto nemmeno uno. Il cronoprogramma per l’installazione parlava di fine 2022, ma ci sono dei «lievi ritardi non dipendenti del Comune – spiega l’assessora al traffico Giovanna Cepparello – che ci hanno portato a rivedere in parte il progetto, visto che alcuni luoghi scelti un anno fa oggi sono stati modificati per problemi anche di suolo pubblico».

Il confronto

Il confronto con le altre città – in attesa delle nuove colonnine – resta purtroppo impietoso per Livorno. Pisa – in base ai dati Istat del primo gennaio scorso 89.002 abitanti contro i 154.483 di Livorno – ha il vantaggio di essere partita quasi 20 anni fa e solo in centro ha nove colonnine. Per citarne tre: piazza Solferino, non lontano dalla Torre pendente, piazza Martiri della Libertà (vicino alle facoltà universitarie e a Borgo Stretto) e via Crispi, accanto a corso Italia. Lucca, 89 078 residenti, ha otto postazioni solo all’interno o a ridosso delle mura (quante quelle di Livorno considerando le periferie) e anche Montecatini Terme e Pontedera – rispettivamente con quattro e tre impianti ad accesso pubblico in centro – superano la nostra città nonostante abbiano assai meno abitanti e quindi utenti interessati. Perfino all’Elba ci sono più colonnine che a Livorno: quattro a ridosso del centro di Portoferraio (il doppio se consideriamo tutto il comune), due a Marina di Campo (cinque nell’intero comune di Campo nell’Elba, più una privata), otto fra i territori di Marciana e Marciana Marina e varie altre nella parte orientale dell’isola. Ben 15 punti di ricarica pubblici – secondo i dati del network specializzato “Nextcharge” – si trovano invece nel comune di Piombino e otto a Cecina (più due a Marina). Molti di più che a Livorno, che soffre delle stesse criticità di realtà come Rosignano Marittimo e in parte anche di Pistoia, dove la rete sostenibile non è ancora sviluppata.


 

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