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Case popolari, in lista d’attesa 710 livornesi: «Due sgomberi a settimana»

Stefano Taglione
La polizia municipale e le altre forze dell'ordine impegnate durante uno sgombero a Shangai (foto Stefanini/Silvi)
La polizia municipale e le altre forze dell'ordine impegnate durante uno sgombero a Shangai (foto Stefanini/Silvi)

Livorno: trovate nuove risorse per riqualificare gli alloggi liberati. Difficoltà per le ristrutturazioni dovute anche all'alto costo delle materie prime e all'impossibilità di trovare ditte a causa del Superbonus

19 febbraio 2023
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LIVORNO. Settecentodieci livornesi in lista di attesa per l’assegnazione di una casa popolare solo nella graduatoria per l’emergenza abitativa. E 238 alloggi liberi su 6.063, anche se il dato è aggiornato al Capodanno del 2022 e nel frattempo gli sgomberi sono andati avanti al ritmo di due alla settimana, con qualche alloggio che è già stato concesso a chi ne aveva bisogno e altri sono in attesa di essere ristrutturati. Sono i numeri livornesi di Casalp, che non possono ancora tenere conto della graduatoria “Erp” di ottobre attualmente in fase di composizione: la nostra provincia, fra l’altro, nell’ultimo rapporto della Regione si è ben classificata nel rapporto fra abitazioni vuote e occupate, con il 4,5% del totale (384 su 8.488) sgomberate, mentre in città la percentuale è migliore, poco sotto al 4%, anche se allo stato attuale «potrebbe essere un po’ più alta – conferma l’assessore al sociale Andrea Raspanti – proprio perché sono stati eseguiti altri sfratti».

La polizia municipale, mercoledì 15 febbraio, ne ha ultimati quattro in un solo giorno a Shangai fra via Nino Bixio e via Stenone e due martedì 14, mentre lunedì 13 un settimo alloggio è stato liberato spontaneamente da un occupante abusivo che si è presentato negli uffici di Casalp riconsegnando le chiavi. C’è insomma una quota importante di alloggi vuoti e l’obiettivo è ristrutturarli e riassegnarli al più presto possibile. Del resto, se non ci abita nessuno, il rischio più concreto è quello che vengano occupati abusivamente, nonostante ogni immobile liberato venga chiuso con una grata allarmata, che in caso forzatura manda subito il segnale di allerta alla sala operativa delle guardie giurate e poi alle forze dell’ordine. «Ogni bimestre vengono conclusi fra i 60 e i 75 sfratti nel libero mercato – prosegue Raspanti – e il nostro obiettivo, per quanto riguarda il patrimonio popolare, è velocizzare la riassegnazione degli alloggi. L’obiettivo che abbiamo dato a Casalp è questo, ma i fondi nazionali per le ristrutturazioni sono finiti. Di conseguenza, come Comune, abbiamo reperito altre risorse: alcuni stanziamenti per nuove edificazioni previste dal Piano operativo regionale, non mi riferisco naturalmente a via Lamarmora e via Giordano Bruno, verranno diluiti nel tempo e i soldi previsti usati per mettere a posto l’esistente. Questo non vuol dire che rinunceremo ai progetti, bisognerà solo aspettare un po’ di più».

Ci sono poi difficoltà oggettive, a livello italiano, sui costi delle materie prime e sul riuscire a trovare imprese edili non oberate dai lavori per il Superbonus: «Obiettivamente – continua l’assessore – le spese sono aumentate: se prima per una ristrutturazione si spendevano 7.000 euro, oggi se ne pagano 14.000. Abbiamo quindi deciso di liberare risorse per il 2023 e il 2024 proprio a sostegno del restauro del patrimonio esistente, tenendo anche conto che negli ultimi tre anni abbiamo investito quattro milioni di euro quando in passato, anche in un solo mandato, se ne contavano 300.000. In ogni caso una quota di alloggi liberi è fisiologica e noi ci siamo adoperando per ridurla, in modo da dare risposte ai cittadini».

C’è poi un altro problema che non riguarda solo Livorno. I privati, per affittare le loro seconde case, chiedono sempre più garanzie per evitare il rischio di non vedersi versare l’affitto. Spesso, la busta paga, non basta. Meglio che in famiglia tutti lavorino e magari anche nel settore pubblico. «In lista per le case popolari – conferma Raspanti – ultimamente ci sono anche famiglie che sarebbero in grado di pagare un normale affitto». È chiaro, però, che con uno stipendio medio non saranno certo in cima alla graduatoria (e non in quella dell’emergenza abitativa). Ai livornesi che attendono in questa lista, Casalp, «assegna il massimo possibile – conclude l’assessore al sociale – ovvero il 40% del patrimonio disponibile. Il resto delle case popolari viene assegnato agli idonei della graduatoria “Erp”, a chi subisce uno sfratto incolpevolmente e una quota è infine riservata ai trasferimenti, cioè a coloro che sono già affittuari di un immobile pubblico, ma hanno chiesto il cambio. Il nostro obiettivo è naturalmente quello di migliorare la situazione, che è comunque già migliorata». l

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