Livorno, geometra morto a 55 anni dopo la caduta dal tetto: la famiglia si oppone all'archiviazione
La tragedia al centro postale di Ponsacco. I parenti, attraverso l'avvocata Luana Dettori, si oppongono alla procura
LIVORNO. La famiglia si oppone alla richiesta di archiviazione della procura: «Ci sono delle responsabilità per la morte di Valerio». Dovrà essere fissata l’udienza a seguito dell’opposizione per stabilire se partirà il processo per la tragedia sul lavoro avvenuta all’inizio del settembre scorso nel maxi-centro postale di Ponsacco, dove lavorava come geometra e “building manager” il cinquantacinquenne livornese Valerio Beccaro, dipendente del colosso statale e morto dopo essere caduto dal tetto della struttura. Il pm pisano Fabio Pelosi ha chiesto l’archiviazione al gip in virtù della posizione lavorativa apicale del professionista labronico, al quale la difesa con l’avvocato Luana Dettori si è opposta. Valerio aveva svolto tutta la sua carriera ultratrentennale all’interno dell’azienda postale, occupandosi degli edifici in varie zone della Toscana fino a quando non era stato nominato “building manager”. Dal suo ufficio di via Cairoli, dove c’è la sede territoriale dell’azienda di Stato, si prendeva cura di un’area più vasta a livello interprovinciale e che comprendeva anche l’area di Ponsacco, dove è avvenuto l’incidente mortale.
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