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Livorno piange il suo pittore, addio Federico Cresci: «Sulle tue tele l’essenza della città»

di Claudia Guarino
Livorno piange il suo pittore, addio Federico Cresci: «Sulle tue tele l’essenza della città»

E'  scomparso martedì 11 ottobre all’ospedale di Livorno, dopo una malattia. Aveva 81 anni e lascia la moglie Carla e i due figli: Carlo e Federica.

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LIVORNO. Le sue pennellate erano guizzi capaci di cogliere l’essenza di una città che amava con tutto il cuore. Federico Cresci non andava da nessuna parte senza la sua valigia. E ogni volta che vedeva qualcosa di bello, lo riportava su tela. Specie nella sua Livorno. Specie sul lungomare di Antignano. Cresci è morto martedì 11 ottobre all’ospedale di Livorno, dopo una malattia. Aveva 81 anni e lascia la moglie Carla e i due figli: Carlo e Federica.

Cresci ha cominciato a dedicarsi alla pittura fin da giovanissimo alternando l’arte allo sport: al fioretto, in particolare, che esercitava al circolo Fides. E da quando ha abbracciato la pittura non l’ha più abbandonata. «Chi era Federico? Federico era un lirico della pittura, uno che amava Livorno in maniera viscerale». Le parole sono di Nedo Di Batte, amico storico di Cresci. «Lui dipingeva tutto quello che lo colpiva. Un uccello, un volto, un albero che gli sembrava accarezzato da una luce particolare. Federico era un poeta della pittura».

E dipingeva quasi sempre dal vivo. All’aria aperta. Sentendo sul volto il vento del mare e ascoltando il rumore delle onde. Nei suoi lavori c’era un po’ di tutto: volti, persone, paesaggi, marine, nature morte e oggetti di ogni tipo. «Aveva lo studio ai Casini d’Ardenza – racconta Di Batte –. Lì aveva la sua stanzetta». Da cui partiva per lunghe passeggiate sul lungomare, tela e pennello alla mano, per rendere eterna con la sua arte la bellezza di Livorno. «Cresci ha dipinto per tanti anni e ha fatto mostre sia a Livorno che in altre città italiane. È stato anche in Francia e lì ha dipinto le bellezze di Parigi».

E la sua ultima esposizione è recente. «L’ultima mostra che ha fatto – racconta Di Batte – l’ha organizzata al centro Le Fate in occasione del suo ottantesimo compleanno, che aveva festeggiato ad agosto. Mi ricordo che gli si fece una personale lì al centro e festeggiammo il suo 80esimo alla grande. Vennero molte persone ad ammirare i suoi lavori». Cresci dipingeva principalmente a due passi dal mare, ad Ardenza e ad Antignano. Ma viveva in via Grande. «Federico appartiene a una famiglia di artisti. Suo zio era baritono, suo padre drammaturgo». Insomma, aveva l’arte nel sangue». E nel sangue c’era anche la sua Livorno.

«Tre passioni aveva: la pittura, il mare e la città di Livorno. Lui era un artista che stava molto attento ai dettagli. Sapeva trovare una luce particolare. E quando ci riusciva, si metteva subito a dipingere. Per me era un tipo incredibile, è stato anche mio testimone di nozze. E il mondo dell’arte sarà in lutto per la sua scomparsa». Oggi la salma di Cresci sarà esposta alla camera mortuaria dell’ospedale, in viale Alfieri. Poi il corpo sarà cremato. «Federico lascia un vuoto enorme. Per me era più di un amico. Era come un fratello».l

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