Il Tirreno

Livorno

La Misericordia di Montenero e quel legame coi ragazzi disabili

Stefano Taglione
Alcuni dei volontari della Misericordia di Montenero davanti all’ambulanza parcheggiata fuoridalla sede di piazza delle Carrozze
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Alcuni dei volontari della Misericordia di Montenero davanti all’ambulanza parcheggiata fuoridalla sede di piazza delle Carrozze

L’associazione ha concluso l’anno scolastico portando in classe 17 studenti: «Ogni giorno sui furgoni con noi, con il tempo nascono grandi amicizie»

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LIVORNO. Ogni mattina, con i loro furgoni, hanno portato a scuola 17 ragazzi disabili. Tutti giorni, sei mesi l’anno anche con l’infermiere del 118, assicurano l’emergenza sanitaria della città insieme alle altre associazioni. Ma non solo: i ragazzi di piazza delle Carrozze supportano costantemente la popolazione con gli operatori socio sanitari a domicilio (il servizio si chiama “Mimo Amica”) e in caso di calamità naturali sono pronti a intervenire con la protezione civile. E se scoppia un rogo, dai garage, si mobilitano i mezzi dell’antincendio boschivo.

La Misericordia di Montenero non è solo una confraternita. È molto di più. Perché l’anima e il cuore dei volontari che la compongono va ben oltre. Il trasporto degli studenti delle scuole superiori è solo un esempio dei servizi offerti gratuitamente (in questo caso attraverso la Provincia) alla cittadinanza. Perché dal semplice “passaggio” poi si instaura un’amicizia. Con i ragazzi, con le famiglie. «Li portiamo al Cecioni, all’Enriques, al Colombo, al Buontalenti, al Niccolini-Palli, ma anche al Mattei di Rosignano – spiega la governatrice Elena Del Corso – e d’estate, quando capita di incontrarli insieme ai genitori, ci riconoscono e ci abbracciano. Molto spesso i ragazzi che li accompagnano chiedono di fare servizio sempre con gli stessi alunni, perché dal semplice trasporto poi si instaura un’amicizia. Anche a me è capitato di accompagnarli».

Il responsabile della protezione civile Angelo Olivieri, instancabile soccorritore di 72 anni spesso in Polonia per aiutare la popolazione ucraina in fuga dalla guerra. Palmiro Romoli, Nedo Borghini, Davide e Andrea Siddu, Dario Buti, Francesco De Simone, Daniele Pecorai, Veronica Giannone. Ma anche Antonio Paesano, che collabora anche con altre Misericordie e al termine di ogni turno a Montenero sale sull’autobus e si trasferisce dai confratelli. Mentre al centralino, per rispondere alle chiamate, c’è Eleonora Borghini. Sono solo alcuni dei cento volontari cuore pulsante dell’associazione, capitanati da Oreste Iacopini – per tutti “Orestino” – il nonno dei volontari italiani, con i suoi 98 anni. Nessuno di loro dimenticherà mai l’amico e collega Roberto Zagni, a cui è dedicato uno dei mezzi della flotta, l’autista morto nell’ottobre del 2020 travolto da un Suv su viale Boccaccio mentre stava per prendere servizio sull’ambulanza. Non conosceva la fatica “Robertone”, visto che a 73 anni, soprattutto durante i primi mesi della pandemia, non ha mai fatto mancare la sua presenza. Un esempio per gli altri soccorritori: «Metà hanno meno di 30 anni – prosegue Del Corso – I giovani consentono il ricambio generazionale e sono molto orientati all’emergenza-urgenza, mentre il sociale tendenzialmente viene svolto da chi ha più esperienza. Non è una regola, anche perché per il solo trasporto dei ragazzi disabili c’è bisogno di tante persone, considerando che serve un autista e un accompagnatore. Con il Covid, fra l’altro, la capienza dei mezzi è ridotta per motivi di sicurezza e abbiamo dovuto aumentare i nostri Doblò. Ci aiuta la Misericordia di via Verdi, altrimenti non riusciremmo a effettuare tutti i servizi».

Già, perché l’attività di Montenero non si ferma qui. C’è l’antincendio boschivo, storico per l’associazione: «Veniamo chiamati non solo su Livorno – prosegue Del Corso – ma anche fuori. È un settore impegnativo, che attira molti giovani. Li prepariamo qua in sede e dopo un anno le Misericordie organizzano un corso a Monticiano, nel Senese. Inoltre cerchiamo di assicurare ogni tipo possibile di servizio alla popolazione: in collaborazione con la Biolabor facciamo le analisi del sangue e i tamponi nel nostro laboratorio, dove visitano anche specialisti. Vogliamo essere un punto di riferimento per Montenero, pure con il centro di assistenza fiscale».


 

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