Il Tirreno

Livorno

La grande festa dell'Arma a Livorno torna all'era pre-Covid: tutti i carabinieri premiati - Nomi e foto

Stefano Taglione
I reparti schierati per la cerimonia (foto Daniele Stefanini/Silvi)
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I reparti schierati per la cerimonia (foto Daniele Stefanini/Silvi)

Livorno: il generale di brigata Stefano Iasson e il colonnello Massimiliano Sole (comandante provinciale) hanno ringraziato tutta la città

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LIVORNO. Tantissimi bambini. Ma non solo: anche le istituzioni al completo e la gran parte dei carabinieri della nostra provincia. Schierati in divisa o in abiti civili. La caserma "Generale Amico" di Livorno si riapre - ed è la prima volta dall'inizio dell'emergenza Covid-19 - per l'anniversario della fondazione dell'Arma, il numero 208.

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Dopo la deposizione della corona ai caduti, alle 8.30 di lunedì 6 giugno, alle 10.30 il generale di brigata Stefano Iasson (comandante della Seconda brigata mobile) e il colonnello Massimiliano Sole (responsabile provinciale dell'Arma labronica) hanno omaggiato i presenti e tutti i carabinieri per il grande lavoro svolto.

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LA CERIMONIA

Sole, in particolare, ha salutato la città visto che a settembre - dopo tre anni di servizio in città - assumerà un altro prestigioso incarico. La cerimonia ha visto lo schieramento dei reparti in armi composto dalla fanfara dell’Accademia della Marina militare, la Bandiera di guerra del Gis, un plotone del Primo reggimento paracadutisti Tuscania e del Gis, un altro di carabinieri della Seconda brigata, un plotone dell’Arma territoriale in grande uniforme speciale, un plotone di comandanti di stazione del comando provinciale e del gruppo carabinieri forestale, i carabinieri di quartiere e una rappresentanza dei reparti forestale. «Il nostro impegno per la diffusione della "cultura della legalità" non si è mai fermato nemmeno durante la pandemia - è stato un passaggio delle parole di Sole - Nel pieno rispetto della normativa sanitaria, in presenza o in didattica a distanza, i carabinieri d’intesa con l’ufficio scolastico provinciale hanno incontrato solo quest’anno circa 2.700 alunni, appartenenti a più di 130 classi di 35 scuole tra elementari, medie e superiori. Entusiasmante ed estremamente proficua la collaborazione con la questura e ringrazio l’amico Roberto Massucci per avermi voluto al suo fianco nei numerosi incontri con i nostri ragazzi nell’ambito del programma "Scegli la strada giusta".

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LE PAROLE DI IASSON

Il generale di brigata Stefano Iasson ha ricordato i carabinieri che hanno perso la vita nelle missioni all'estero, dato che la Seconda brigata da lui guidata coordina tutti i militari dell'Arma impegnati fuori dai nostri confini, ad esempio a protezione delle 18 fra ambasciate e consolati più a rischio. “Livorno testimonia quanto la professione di ciascuno di noi rappresenti una scelta di vita che va oltre il servizio attivo - ha spiegato - Ringrazio tutti, anche i carabinieri in congedo e chi oggi è con noi semplicemente per simpatia e affetto. Nella presenza dei sindaci vedo la vicinanza dei cittadini all’Arma. Un ringraziamento ai familiari dei caduti e un omaggio a loro. Siamo impiegati in Paesi come Birmania, Mali, Congo, Ucraina, Egitto, Gibuti, Israele, Libia, Mauritania, Somalia e Niger, dove abbiamo sempre garantito la polizia militare e l'addestrando della polizia del posto, assicurando l'assistenza. A Roma verrà consegnata la medaglia d'oro ai familiari di Vittorio Iacovacci, morto in terra straniera mentre svolgeva il suo dovere".

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I PREMIATI

Ecco tutti gli encomi semplici. Il primo è stato per il colonnello Giuseppe Corso:
"Ha svolto l'incarico di comandante della missione bilaterale di addestramento somalo-gibutiana - si legge nelle motivazioni - con altissimo senso del dovere ha raggiunto risultati di assoluto prestigio in un contesto operativo molto articolato. Ha indotto nel personale addestrato la capacità di condurre in autonomia la crescita della legalità". Il parlamentare Manfredi Potenti gli ha consegnato la pergamena.
 
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Poi è stato la volta del maresciallo ordinario (ora capo) Aldo Gentile e degli appuntati, ora appuntati scelti, Salvatore di Maggio e Isacco Mosti.
"Addetti sicurezza ambasciata di Beirut in Libano - si legge - dopo la catastrofica esplosione del 2020 che aveva distrutto numerosi edifici sono intervenuti in soccorso del personale rimasto gravemente ferito, stabilizzando tre militari italiani e portandoli alla Army Air Force". Il prefetto Paolo D'Attilio ha consegnato loro gli encomi.
 
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Particolarmente toccante la premiazione per l'appuntato scelto Daniele De Zio che "libero dal servizio, a Pisa, è intervenuto in soccorso di un anziano colpito da un malore sulla pubblica via in pericolo di vita. Con grande prontezza, riscontrando l'arresto cardiaco e la necessità di prestare immediata assistenza, il 30 gennaio del 2022 ha praticato il massaggio cardiaco consentendo ai sanitari del 118 la sua rianimazione". L'uomo salvato, durante la cerimonia, era con lui. Che è stato premiato dal sindaco di Livorno, Luca Salvetti.
 
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Il comandante della Compagnia di Portoferraio, Francesco Materiale, ha ricevuto invece un encomio per i risultati raggiunti nel suo precedente incarico nella lotta alla mafia. Lo ha premiato l'ammiraglio Flavio Biagi, responsabile dell'Accademia navale.
 
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Il procuratore Ettore Squillace Greco ha invece consegnato la pergamena al tenente colonnello Massimiliano Bolis, comandante della missione bilaterale in Niger per la Seconda brigata mobile, dato che "a capo della polizia militare della task force in Mali si è distinto per l’encomiabile impegno dimostrato in ogni circostanza. Ha costantemente profuso un altissimo lavoro in un contesto operativo ad elevato rischio".
 
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Encomi anche per la Compagnia di Cecina, dopo l'arresto di 23 persone accuse di traffico illecito di stupefacenti. In questo caso la premiazione si è svolta in due fasi e luoghi diversi. Il comandante, il maggiore Christian Bottacci, ha ricevuto l'encomio per "la professionalità, l'abnegazione, la non comune dedizione e lo spiccato senso investigativo" a Firenze, nella cerimonia che si è tenuta nel capoluogo toscano.
 
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Mentre a Livorno la stessa pergamena è stata consegnata dal direttore marittimo della Toscana, Gaetano Angora, dal questore Roberto Massucci, dal comandante dei vigili del fuoco Ugo D'Anna e dal generale di brigata al comando della Folgore Roberto Bergori al luogotenente (ora luogotenente carica speciale) Pierluigi Sales, all'ex comandante del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Giorgio Di Nardo, da poco in congedo, al brigadiere capo Mauro Ginnetti e al vicebrigadiere Giuseppe Landolfi. Bottacci, in particolare, ha "diretto e coordinato, partecipandovi personalmente, l'articolata indagine che si è conclusa con l'esecuzione di 23 provvedimenti coercitivi nei confronti di 23 persone, responsabili a vario titolo di traffico illecito di sostanze stupefacenti".
 
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Sempre a Firenze è stato premiato il carabiniere Rosario Piazzese che nel febbraio scorso insieme a un poliziotto ha salvato una donna che voleva togliersi la vita dall'ottavo piano di un palazzo di Cecina. 
 
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Infine Francesco Pironti, per tutto il nucleo investigativo di Livorno, ha ritirato il "compiacimento" consegnato dal colonnello Gaetano Cutarelli, il comandante provinciale della guardia di finanza, per aver arrestato un ergastolano a Bologna che non era rientrato dopo un permesso nel carcere di Porto Azzurro, all'isola d'Elba.
 
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