La resistenza dell’edicolante: «Chiudere? Non mollerò mai»
Viaggio fra i negozi accessibili dentro lo scalo ferroviario: «Il mercato non è florido come un tempo, anche se ora lentamente stiamo ripartendo»
LIVORNO. «La situazione, qui alla stazione, dal punto di vista del transito dei passeggeri non è certo florida come un tempo. Ma lentamente, devo dire la verità, stiamo ripartendo. La pandemia ci ha dato una mazzata e io, in quei mesi, sono sempre rimasto aperto. Non mollerò mai».
A parlare – non vuole però apparire con nome e cognome – è il titolare dell’edicola della stazione di Livorno centrale, accanto alla tabaccheria. Sono gli unici due locali attualmente aperti nello storico edificio di piazza Dante, dove senza dubbio dall’inizio della pandemia il movimento dei viaggiatori – che hanno a disposizione molti treni regionali, ma anche Frecciabianca e Intercity – è drasticamente calato. Anche se adesso si vedono dei primi, seppur timidi, segnali di ripresa. Soprattutto nelle ore di punta, alla mattina e alla sera.
Nella tabaccheria, ad esempio, c’è una dipendente che è stata assunta appena tre giorni fa. «Sono nuova e non conosco bene la situazione», si giustifica. Ieri pomeriggio, al tabacchi, c’era un discreto viavai di persone. Anche perché è l’unico posto dove si può comprare da bere o da mangiare, nonostante una ragazza che voleva acquistare uno snack e una bottiglia d’acqua naturale non abbia potuto pagare con la carta di credito. Per fortuna, dal 28 marzo, oltre al tabacchi vicino all’ingresso, dalla parte della polizia ferroviaria riaprirà nuovamente il “Bríccocafè”. Il ristorante, con parecchi posti a sedere, punto di riferimento per anni dei viaggiatori livornesi.
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