Appalti Eni, finalmente un segnale positivo L’Iss. Palumbo ritira i 35 licenziamenti
Il colosso pubblico proroga l’affidamento. Comune e Regione: bene, ma il governo in campo per il futuro della raffineria
LIVORNO. «La Iss Palumbo ha ritirato la procedura di licenziamento collettivo nei confronti dei 35 dipendenti che all’interno della raffineria si occupano di stoccaggio, logistica e movimentazione lubrificanti». Il sospiro di sollievo dei dirigenti sindacali Flaviano Bardocci (Filcams Cgil) e Massimo Marino (Uiltrasporti) è quello di tutta la città: annunciano la buona notizia al termine della riunione che i vertici dell’azienda hanno avuto con i rappresentanti del Comune di Livorno, di Arti (Agenzia regionale Toscana per l’impiego) e dei sindacati Filcams Cgil e Uiltrasporti. Tutto nasce dal fatto che «l’Eni ha deciso di prorogare per un anno l’appalto con l’azienda». L’annuncio arriva in zona Cesarini, visto che lunedì 31 sarebbe scaduto l’appalto.
È una boccata d’ossigeno ovviamente per 35 famiglie che rischiavano di ritrovarsi senza busta paga. Ma è un segnale anche in tutta la complicata partita a scacchi che riguarda lo stabilimento livornese della multinazionale del “cane a sei zampe”: riguarda, è bene tenerlo presente, quasi un migliaio di posti di lavoro – oltre 400 diretti e il resto nell’indotto – in quella che a questo punto è la maggior realtà industriale del territorio, dopo che negli anni scorsi la crisi dell’industria dell’auto ha falcidiato il settore-chiave del manifatturiero targato Livorno.
L’annuncio dei licenziamenti in questo campo dell’indotto Eni aveva fatto temere che stesse precipitando la situazione all’interno dell’arcipelago di ditte che vivono sotto la “fiaccola” della raffineria. A fine settembre il gruppo aveva annunciato ai sindacati l’intenzione di «la decisione di chiudere a fine 2022 la linea di produzione dei carburanti mentre la linea lubrificanti sarebbe invece rimasta attiva: figurarsi quanto sindacati e lavoratori hanno sentito franare la terra sotto i piedi quando prima di metà dicembre lo stato maggiore dell’Iss Palumbo ha avvertito i sindacati il via all’iter per il licenziamento collettivo di 22 carrellisti che movimentano fusti di lubrificanti e 13 addetti alla gestione delle pratiche di spedizione: nel settore lubrificanti che era stato detto al sicuro.
Insomma, vedendo che si iniziava a tremare anche nel settore lubrificanti – questo il filo rosso del ragionamento – si temeva che presto o tardi sarebbe iniziato uno smottamento a catena anche di altri settori produttivi dell’impianto. Con un rischio: ritrovarselo ridotto all’ombra di sé stesso, più o meno tutt’al più un deposito con meno di metà della metà degli addetti.
La Filcams Cgil aveva lanciato settimane fa anche una campagna social con “meme” nel segno dell’ironia: «Il licenziamento preventivo: non c’è crisi, ne licenzio 35 (‘un si sa mai)» (sottolineando che «il rischio d’impresa non può ricadere sui lavoratori») .
Esultano il sindaco Luca Salvetti e l’assessore Gianfranco Simoncini. È quest’ultimo a ricordare che nei giorni scorsi c’era stato un faccia a faccia fra Comune e direzione Eni per la presentazione del nuovo direttore: il sindaco Salvetti aveva colto l’occasione per chiedere «attenzione al destino dei lavoratori, ottenendo assicurazioni sul percorso in atto di proroga dell’appalto».
Dopo il ringraziamento a «azienda, sindacati e Eni», l’assessore torna a insistere con la richiesta che il governo scenda in campo «sul futuro dell’Eni sul nostro territorio». Lo ripete perché, «superata questa vertenza, rimangono comunque le preoccupazioni sul futuro di tutto il settore dell’indotto della raffineria e sulle prospettive dello stabilimento».
Una sottolineatura che mette al centro anche Valerio Fabiani, consigliere del presidente della Regione Eugenio Giani per il lavoro: «Adesso il confronto deve rimanere aperto, e ad ogni livello, per chiarire il ruolo e il futuro di Eni nel territorio livornese». Aggiungendo poi: «Quando di fronte alle situazioni di crisi si mette al centro la volontà di mantenere aperto il dialogo, i risultati arrivano e i posti di lavoro si salvano». E per questo, a giudizio di Fabiani, c’è da ringraziare «il senso di responsabilità» di tutti i protagonisti di questo tavolo: «Iss, Eni, sindacati, lavoratori, istituzioni». Un tasto sul quale battono anche i sindacalisti Bardocci e Marino: ringraziano «per l’impegno e per la disponibilità tutte le parti presenti al tavolo» e ribadiscono «il grande senso di responsabilità e maturità dimostrato ancora una volta dai lavoratori». «Questa è una bellissima notizia», dice il consigliere regionale Pd Francesco Gazzetti: «Complimenti a tutti i soggetti e componenti per il gioco di squadra messo in campo».
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