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cronaca

Muore per un malore a 39 anni meccanico e padre di due bimbi

Livorno, era un appassionato di motori e un amante della musica. Si è sentito male in casa mentre era con la famiglia


15 gennaio 2022 Claudia Guarino


LIVORNO. Si è sentito male e la moglie ha provato a svegliarlo, ma lui non si muoveva. Ha provato e riprovato. Poi la chiamata al 112, l’arrivo dei soccorsi e i tentativi di rianimazione.

Più e più volte. Ma Gabriele Grechi non si è mai ripreso. È morto nella sua casa in via di Salviano ad appena 39 anni. Ne avrebbe compiuti 40 il prossimo 31 gennaio.

Si è sentito male all’improvviso, la sera di venerdì 14 gennaio. Mentre era in casa con la famiglia. L’ambulanza della Svs di Ardenza ha impiegato pochi minuti a raggiungere via di Salviano e il cortile interno che accoglie una serie di villette a schiera di colore rosso.

E lì è arrivato anche un mezzo della Misericordia di via Verdi col medico a bordo. Una volta sul posto, i volontari e il medico del 118 hanno provato a rianimare Grechi più volte, utilizzando anche il defibrillatore. Ma lui non ha mai ripreso conoscenza. Lascia la moglie e due figli piccoli.

Meccanico e grande sportivo, qualche anno fa Grechi aveva aperto un’officina insieme a un amico in via Galilei. Poi le loro strade si sono divise e lui si è spostato in via di Salviano, alla Pro Race Livorno, ditta che ultimamente aveva cessato la sua attività. Recentemente aveva preso contatti con una ditta di trasporti e aveva iniziato un nuovo lavoro. Amante dei motori, Grechi aveva coniugato il lavoro in officina con una delle sue più grandi passioni: quella per le moto. Amava principalmente quelle da cross. Ma non solo. E le guidava dentro e fuori la pista. Con gli amici di una vita. Condividendo l’emozione di salire in sella e sfrecciare tra il vento. Faceva anche competizioni a livello amatoriale. Sia di enduro che su strada. E in passato aveva cominciato a interessarsi di modellismo.

Insomma, auto, moto e motori erano il suo pane quotidiano. Da buon livornese amava anche il mare e spesso faceva passeggiate a due passi dalle onde per respirare l’aria della sua città. Qualche volta, in passato, aveva anche praticato kitesurf. Era insomma uno sportivo, oltre a una persona che amava coltivare le sue tante passioni.

Per esempio la musica. Che ascoltava e suonava con la sua band. Suonava la testiera, principalmente, ma anche la chitarra. E si divertita a calcare i palchi con i suoi amici.

Chi lo conosceva lo descrive come una persona buona. Un uomo su cui si poteva sempre far affidamento. Se qualcuno aveva bisogno di una mano lui c’era sempre. Era lì: pronto ad aiutare e a dare consigli. Con lui era bello passare una serata di svago. Ma con lui si poteva parlare di tutto. Perché c’era sempre. Per i clienti dell’officina, prima. Per gli altri colleghi, ora. E per i suoi amici, compagni di sport, di risate o semplicemente di una serata passata a suonare. Era aperto al mondo, Gabriele. Con il suo sorriso gentile capace di entrare nel cuore delle persone. E il suo amore più grande era la famiglia: la moglie e i suoi due bambini, una di pochi mesi e uno di tre anni, capaci di dare senso a tutto.

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