Il Tirreno

Livorno

Salvatore, bambino prodigio che incanta il Goldoni

Maria Teresa Giannoni
Salvatore, bambino prodigio che incanta il Goldoni

13 ANNI, SUONA L’OBOE E HA INTERPRETATO MAGISTRALMENTE VIVALDI NEL CONCERTO DI NATALE 

30 dicembre 2021
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Maria Teresa Giannoni

LIVORNO. Grande serata di musica in Duomo per il concerto di Natale con l’Orchestra del Teatro Goldoni diretta dal maestro Gerardo Estrada Martinez, il soprano cinese Li YiXiao e il Coro del Goldoni. Una serata di musica sacra dove la vera star era lui: Salvatore Ruggiero, 13 anni, impegnato come solista all’oboe nel Concerto in la minore per oboe e archi RV461 di Vivaldi. Con impressionante tranquillità si è preso la scena mentre i violini e gli altri archi dell’orchestra lo accompagnavano. Tantissimi applausi per lui da parte del pubblico entusiasta. Luciano Corona, general manager dell’Orchestra del Goldoni, che lo ha scovato in quel di Benevento (abita ad Airola), scommette che questo ragazzo sarà presto un numero uno al mondo e non è detto che con l’orchestra livornese il rapporto finisca qui. Salvatore è arrivato a Livorno con la fama di musicista prodigio: il 14 dicembre si è esibito insieme alla JuniOrchestra Young dell’Accademia di Santa Cecilia di cui fa parte all’Auditorium Parco della Musica di Roma diretta dal premio Oscar Nicola Piovani e ha già collezionato fin qui una serie di premi (ogni volta è sempre il primo premio, mai un piazzato) nell’ambito di concorsi musicali prestigiosissimi, a Londra, Parigi, Toronto, New York, Salisburgo. Ha iniziato con la musica da piccolissimo, a tre anni, passando da uno strumento all’altro, dalla batteria, al pianoforte fino al colpo di fulmine con l’oboe. E non solo: ultimamente si è appassionato anche alla composizione, scrive concerti lui stesso, per oboe ovviamente, e archi. Ha iniziato all’Accademia Progetto Musica AcliArteSpettacolo della sua cittò, fino a diventare allievo di Francesco Di Rosa, primo oboe dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia. Ogni fine settimana si parte per Roma per le lezioni all’Accademia di Santa Cecilia. Il padre docente al liceo musicale, la madre maestra, una sorellina che suona anche lei, certamente respirare una certa aria in casa lo ha aiutato. «Lui – dice il padre Carmine – ha mostrato da sempre un’attitudine spiccata alla musica. Alla prima lezione di oboe già riusciva a far uscire il suono. Noi genitori che facciamo gli insegnanti e siamo abituati a relazionarci con i ragazzi, cerchiamo di fargli affrontare questi impegni musicali con leggerezza, senza opprimerlo. Quando ha un concerto parte tutta la famiglia, anche a Livorno siamo venuti tutti, abbiamo fatto una bella gita. A Santa Cecilia lo hanno voluto nel gruppo dei più grandi, dai 16 ai 21 anni, ma a casa suona con i suoi coetanei».

Salvatore, terza media, con il suo volto da adolescente serio e tenerissimo, come vive questa popolarità, tutti questi complimenti che gli fanno tutti? «Sono contento –dice- mi aiutano a proseguire in quello che faccio».

Che cosa provi a suonare con questi musicisti adulti? «Mi emoziona trovarmi vicino dei grandi maestri come Nicola Piovani. Ogni volta prima di cominciare ho un po’ di timore, ma quando parte la prima nota vado tranquillo. Per me è un onore suonare con orchestre come quella del Goldoni e in una location bellissima come il Duomo di Livorno».

Che musica ti piace? E quando la ascolti?

«Mi piace Vivaldi perché la sua musica è di una semplicità assoluta che però porta a concerti fantastici. Come genere, da quando sono precipitato in questo mondo dell’oboe, amo la musica barocca: Vivaldi, Bach, Haendel. La ascolto nei viaggi in macchina o quando sono solo: mi tira su il morale. No la musica pop non mi piace, non la ascolto mai».

Ma perché proprio l’oboe? «Mi piace il suono dell’oboe, me ne sono innamorato perché si può paragonare a un cinguettio di uccelli».

Oltre all’oboe quali sono le tue passioni? Sport? Libri? Il mare?

«Sono affascinato da tutta l’arte barocca, quando esprime qualcosa di religioso. Mi piace Airola, dove vivo, perché è ricca di storia, ci sono 36 chiese. Anche a scuola le materie che preferisco sono letteratura e storia. Non sono un grande lettore, ma quando inizio un libro lo devo finire. Al mare preferisco la campagna e la montagna ma ho fatto un bel giro a Livorno e devo dire che il lungomare è proprio bello».

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