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Livorno

Incendio da Ghiomelli, un anno dopo tempi lunghi per la bonifica del terreno: ecco perché - Il video

Juna Goti
Incendio da Ghiomelli, un anno dopo tempi lunghi per la bonifica del terreno: ecco perché - Il video

Il Comune ha chiesto ai privati di farla entro l’autunno. Il proprietario: «Ma servono troppi soldi, cercheremo un accordo con l'amministrazione». Il costo? Oscilla tra i 50 e 100 mila euro 

31 agosto 2021
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LIVORNO. Le lamiere del villaggio di Natale. I cocci delle palline, i ferri inceneriti, i vasi distrutti. Gli scheletri delle serre e le ombre degli scaffali. Dopo il rogo che un anno fa ha distrutto il paradiso di piante, fiori e addobbi natalizi di Ghiomelli, l’area che si affaccia sull’Aurelia, tra Corea e Shangai, è ancora un gigante arrugginito.

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Eppure nel febbraio scorso, a più di cinque mesi dal rogo, dal Comune avevano spiegato che il terreno devastato dalle fiamme – in parte privato e in parte pubblico – sarebbe stato liberato e ripulito in fretta, in sinergia con i privati o d’ufficio: entro fine mese, era stato detto. Vietato aspettare. Anche per arrivare all’apertura della scuola volano di Corea, in costruzione lì a pochi metri, senza avere più così vicino quel rischioso buco nero fatto di cenere e detriti.

«Costruendo qui la scuola – aveva dichiarato allora al Tirreno il sindaco Luca Salvetti parlando dal cuore di Corea – non possiamo lasciare l’ex area Ghiomelli in queste condizioni, va messa in sicurezza e liberata. Lo vogliamo fare nel modo più veloce possibile, per procedere alla riqualificazione definitiva dei quartieri di Corea e Shangai». E ancora: «La scuola volano non si estenderà nell’ex Ghiomelli Garden, ma è chiaro che dobbiamo valutare il progetto e le aree come un tutt’uno. La costruzione della scuola procede in parallelo alla riqualificazione del parco pubblico Baden Powell e alla rimozione di tutti i detriti dall’interno dell’ex negozio».

La nuova scuola, come promesso, è pronta: ospiterà i 75 bambini delle Menotti e venerdì il sindaco partirà proprio da qui per inaugurare l’anno scolastico. Ma l’area ex Ghiomelli è ancora un gigante incenerito e abbandonato. Brutto e anche pericoloso: perché pieno di materiali da smaltire, perché spesso trasformato in rifugio di fortuna o meta dei ladri, soprattutto di notte. Insomma, non è cambiato niente. È rimasto il buco nero che è anche un pugno allo stomaco per tanti livornesi che hanno amato le luci e il colore del villaggio di Ghiomelli Natale dopo Natale. A questo punto chi e come deve intervenire? Perché la bonifica non è partita? Ed esiste un progetto di riqualificazione dell’intera area per il futuro, quando il Garden sarà già rinato alle Torri di Porta a Terra?

Dal municipio ricordano che il tratto è in parte privato, di Ghiomelli, soprattutto dove sorgeva il cuore commerciale della sede, e in parte pubblico, del Comune. A febbraio tecnici e amministratori avevano annunciato il censimento dei rifiuti ingombranti necessario per avere un quadro preciso dei costi e iniziare la pulizia dell’area. Ma i tempi evidentemente si sono allungati.

Oggi dall’ufficio ambiente chiariscono che «ad aprile è stato avviato il procedimento con cui si informa il proprietario che avrà 180 giorni di tempo per ripulire l’area: in quanto proprietario della parte privata e in quanto produttore di rifiuti sulla parte pubblica. Dopodiché scatterà l’ordinanza vera e propria di rimozione dei rifiuti». Nei primi 120 giorni – viene sottolineato – il privato avrebbe anche potuto presentare osservazioni al procedimento e opporsi alla bonifica, «ma non lo ha fatto». Se poi allo scadere dei sei mesi, quindi il prossimo ottobre, dovesse rifiutarsi di ripulire il tratto, il Comune interverrebbe al suo posto, facendo poi rivalsa. Questo almeno prevede la procedura. Ma i diretti interessati si augurano che si riesca a seguire un percorso diverso.

«Con il Comune – dice Riccardo Ghiomelli – cerchiamo di trovare la soluzione ottimale. Da una parte c’è la necessità di accelerare: quando passi da lì ti viene il mal di pancia, oltretutto tra poco sarà inaugurata la nuova scuola. Insomma, il Comune ha mille motivi per voler velocizzare. Dall’altra parte la procura non ha ancora chiuso l’inchiesta e noi fino a quando ci sono indagini in corso non facciamo niente. Appena chiuse spero di sederci tutti a un tavolo e di trovare un accordo, una soluzione condivisa che non ci metta in forte difficoltà». Considerando che «in base ai preventivi fatti, per il ripristino dell’area serviranno tra i 50 e i 100mila euro, lì è tutto da smaltire».

Qualche settimana fa in municipio circolava la voce che l’area ex Ghiomelli, almeno quella già di proprietà pubblica, fosse stata candidata a un bando per ottenere fondi ministeriali. In realtà così non è stato proprio perché, come conferma l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani, c’è ancora da sciogliere il nodo del ripristino ed è in piedi il procedimento aperto ad aprile. Oltretutto prima potrebbe servire una procedura di annessione di tutta l’area, ad esempio con un esproprio per opera pubblica. «Ma l’idea – dice – resta quella di candidarla a un bando ministeriale, così come abbiamo già fatto per completare il parco di Corea e per la striscia di verde del parco di via Firenze sud, proprio di fronte. Quello è un ambito strategico che penso debba essere trattato unitariamente, considerando anche la nascita della scuola volano».

Ok, ma perché la bonifica non è ancora partita, come era invece stato annunciato dal Comune a febbraio? «Abbiamo seguito l’iter che dovevamo – risponde il sindaco Salvetti – indicando al privato ciò che doveva fare, naturalmente considerando che dall’altra parte abbiamo una persona colpita duramente da un evento catastrofico e per di più in era covid. Questo ci ha portato a fare il percorso che dovevamo, cercando nel frattempo di non mettere in ginocchio il privato». «Detto questo – riprende – arriverà momento in cui dovremo ripulire l’area: è già nata una scuola accanto e abbiamo un progetto che interessa il parco». «L’area – conclude – è stata restituita dalla procura. In autunno va trovata una soluzione, va trovato il modo per ripulirla: con il privato o con un intervento nostro. Ripeto, non vogliamo mettere in ginocchio nessuno, ma l’intervento andrà fatto».

Per il futuro la giunta pensa a realizzare qui «un’area a verde, magari un impianto sportivo all’aperto, considerando che stiamo parlando di uno spazio che si trova vicino ai cimiteri e che quindi ha molti vincoli». Intanto però c’è da risolvere il problema della bonifica.

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