Il Tirreno

Livorno

«Mia moglie fragile incastrata in mezzo ai messaggi di errore»

Raffaele Schiavone

28 aprile 2021
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Ormai è acclarato che la Regione Toscana, fin dall’inizio della campagna vaccinale, non ha certo brillato per lungimiranza e buon senso e riguardo alle priorità delle persone da vaccinare.

Era normale e palese che giustamente si partisse con over 80, medici, infermieri, e coloro che avessero rischi concreti di contagiarsi per le attività da essi svolte.

Ma i fragili e ultra fragili cosa erano? Invisibili? Persone che non potevano e non possono rischiare assolutamente di contrarre il virus...

Le Asl, le direzioni sanitarie, la giunta regionale, l’assessore alla Sanità ed il governatore hanno cognizione di quanto l’incontro con il virus li conduca a morte sicura?

Mia moglie, categoria A autoimmune con terapia farmacologica immunosoppressiva, come migliaia di persone, dopo essersi stressata tutta la sera del 23 marzo scorso (aveva trovato posto per il 25 marzo ore 10.22 e richiamo il 22 aprile) viene “ azzerata” dal messaggio “si è verificato un errore... non è colpa sua... riprovi”.

Impossibile per giorni: il 6 aprile riceve un sms informativo della Regione Toscana in cui si dice che “per la sua patologia farà riferimento alla Asl o Aou e contattata entro 15 giorni”.

Ma l’attesa è inutile: telefonate varie sia al numero regionale 055-9077777 che all’Asl nord-ovest 0585-498383 (peraltro persone che rispondevano molto gentili) ma che non potevano che ripetere il fatto che c’erano ritardi.

Il 23 aprile abbiamo ricevuto un nuovo sms che diceva: “se non sei stata ancora contattata riceverai al più presto informazioni da Asl o Aou. Ci scusiamo per il disagio”.

Mi dispiace vedere mia moglie delusa, stressata e impaurita, ancora più fragile nel vedere rimandare oltre il vaccino per lei così importante!

Come lei migliaia di altre persone.

Faccio presente che pur tenendo conto della difficoltà di approvvigionamento, rimane il fatto che per giorni e giorni sono state utilizzate dosi di vaccino Pfizer per categorie che potevano essere vaccinate con altri tipi di vaccino e che comunque era previsto che essendo meno a rischio, potevano e dovevano essere vaccinati dopo.

Come dicono in molti “siamo in guerra” e allora usiamo “ le munizioni” a disposizione con avvedutezza per salvaguardare i più deboli.

Del resto fin dall’inizio – vedi circolare ministeriale 8/2/21 – si metteva in evidenza la priorità vaccinale, oltre chiaramente al personale medico, infermieristico, delle Rsa e a tutti coloro impegnati in attività a rischio, per i soggetti Cat. 1 estremamente vulnerabili, con varie patologie tra cui rientra anche mia moglie “autoimmuni-immuno depressione secondaria a trattamento terapeutico”.

Vi ringrazio per l’attenzione e spero che velocemente si attivino le strutture interessate a provvedere a vaccinare queste persone.



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