Lacrime e palloncini per ricordare Solange Gli amici: «Uno come te nasce ogni mille anni»
Un centinaio di persone a Vicarello per il funerale di Paolo Bucinelli, il personaggio tv morto a 68 anni: «Oggi c’è un bel sole, come piaceva a te...»
L’ULTIMo Saluto
STEFANO TAGLIONE
«Oggi è una bellissima giornata di sole e se Paolo fosse stato ancora vivo mi avrebbe chiesto di accompagnarlo in giro per i borghi toscani. Me lo diceva sempre. Uomini come lui nascono ogni mille anni. Era un personaggio mediatico unico, non leggeva soltanto le mani, anche se in molti lo ricordano solo per questo. Io d’oro in poi lo voglio ricordare per tutto il resto».
È emozionato Davide Dell’Omodarme, uno dei migliori amici di Solange (all’anagrafe Paolo Bucinelli), l’artista livornese trovato morto il 7 gennaio a 68 anni nella sua casa di Mortaiolo, nel comune di Collesalvetti. In mano ha un mazzo di fiori che lascerà sul feretro, mentre verso la fine delle esequie uscirà fuori dalla chiesa per andare a prendere i palloncini da lanciare in cielo all’uscita della chiesa. Un centinaio di persone, alle 15 di ieri, si sono radunate dentro e fuori la parrocchia di San Jacopo Apostolo, a Vicarello, per il funerale del personaggio televisivo, celebrato da don Antonio di fronte a un centinaio di persone.
L’ultimo saluto era stato rimandato per giorni prima a causa dell’autopsia disposta dalla sostituto procuratore Sabrina Carmazzi ed effettuata fra lunedì e mercoledì scorsi (che ha chiarito le cause naturali del decesso, provocato da un infarto improvviso), poi in attesa della nomina, da parte del tribunale civile, di un curatore dell’eredità giacente, individuato nella sua commercialista, Tiziana Stefania De Quattro, che in cancelleria ha giurato giovedì scorso. Il tanto atteso addio si è quindi celebrato ieri pomeriggio, con un lungo applauso al termine della cerimonia, con Dell’Omodarme che ha lanciato i palloncini con impressi i messaggi di cordoglio di alcuni amici di Paolo, come Dario Ballantini e Ringo.
In chiesa c’erano gli amici più intimi – come la notaia Bianca Corrias, che ha chiesto alle televisioni di non riprendere all’interno della navata per rispettare il dolore di chi conosceva e amava Solange – e anche il suo grande amico Pietro Fornaciari, l’attore livornese lanciato nel ’97 da Paolo Virzì in Ovosodo, dove era Nedo, insieme a molte altre persone comuni. C’erano, tra gli altri, anche i registi Antonio Cristiano e Giuseppe Pancaccini. Nell’omelia, don Antonio lo ha ricordato, pur ammettendo di non conoscerlo bene: «Ho conosciuto poco Paolo Solange – ha detto il sacerdote – ma quando l’ho visto ci siamo scambiati qualche parola e ho notato in lui una sete di ricerca e approfondimento. Quella è la via giusta: lasciare la porta del cuore aperta. Un segno di intelligenza. Abbiamo sempre qualcosa da imparare e c’è bisogno di fidarsi di qualcuno. Poi dal fidarsi inizia la fede. Il Signore lo accolga in dolcezza e lo ricompensi, soprattutto di ogni gesto di amore sincero e disinteressato».
«La morte di Paolo crea un’assenza – ha proseguito il parroco, che prima dell’inizio del funerale insieme al responsabile dell’impresa funebre, Vittorio Rocchi, si è sincerato che all’interno della parrocchia vi fossero al massimo 80 persone, tutte distanziate e con la mascherina – e le nostre parole hanno un certo peso. Per fortuna però c’è la parola di Dio, che ha la forza della vita e dell’amore. Considerando un tesoro geloso la sua somiglianza con Dio, Gesù sposa la nostra carne umana e addirittura si fa crocifiggere. È una parola che dona la vita. Nel Vangelo, dalle parole stesse Gesù: “Io sono venuto perché chi crede in me non muoia e abbia la vita eterna”. Ci vuole però fede, perché possiamo pensarci e approfondire, ma se manca la fede manca lo strumento chiave che ci guida. Anche noi, nella nostra società, purtroppo sui grandi temi (soprattutto sul tema della morte) siamo un po’ sviati dal pensarci. È una società che cerca di esorcizzare la morte, di tenerla lontana dalla testa delle persone. A volte esorcizziamo con i grandi movimenti, tipo la movida o qualcosa del genere, che ci distolgono da questo. Eppure la morte fa parte della nostra esistenza. Non possiamo toglierla, anche perché se riflettiamo su questa parte di noi stessi, intanto iniziamo a essere completi e faremmo le nostre scelte, tenendo conto del giorno in cui lasceremo la nostra parte temporale. Faremmo le scelte in maniera differente, in un cammino verso la perfezione».
All’uscita della chiesa, dopo il lungo applauso delle circa cento persone che hanno assistito alle esequie, Dell’Omodarme ha lanciato in cielo i palloncini, di diversi colori. «Questi sono per te Paolo». «Volevamo lanciarne cento – ha detto l’amico – ma abbiamo dovuto organizzare questa iniziativa in tono minore, nel rispetto delle norme anti-contagio».
Ad accompagnare la partenza del carro funebre anche la polizia municipale, che per qualche minuto ha fermato il traffico. Solange è stato poi sepolto al cimitero di Vicarello. —
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