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Piazza Garibaldi, parla Berti «Roma può aiutare Livorno»

Tommaso Silvi
Piazza Garibaldi, parla Berti «Roma può aiutare Livorno»

Il deputato del Movimento 5 Stelle ha scritto al capo della polizia Franco Gabrielli «Il Ministero è pronto finanziare la riqualificazione, ma serve un progetto serio» 

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l’intervista

/ LIVORNO

Il Ministero è pronto ad aiutare Livorno. Da Roma potrebbero arrivare i soldi per finanziare un progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi. Per eliminare il degrado. «Quella zona della città è diventata pericolosa, soprattutto la sera. C’è da avere paura a passarci. Spaccio e violenza in piazza Garibaldi sono all’ordine del giorno. Serve subito un cambiamento. E lo Stato può dare una mano a Livorno. Sono disposto a prendermi in carico la questione. La politica non c’entra, sto ragionando da cittadino». A parlare è Francesco Berti, 29 anni, nato e cresciuto nel quartiere Sorgenti, dal marzo 2018 tra i banchi della Camera dei Deputati con il Movimento 5 Stelle.

Lei ha scritto una lettera al capo della polizia, Franco Gabrielli, in cui ha raccontato la situazione di piazza Garibaldi.

«Si, è vero. L’ho fatto per aiutare il prefetto e il questore di Livorno. Ho chiesto un sostegno concreto. Piazza Garibaldi è un caso locale, ma la stessa dinamica è riscontrabile a livello nazionale. Dobbiamo guardare la realtà. C’è un problema e va risolto. E se non viene risolto, i casi sono due: o le forze di pubblica sicurezza non hanno abbastanza uomini, oppure si sottovaluta la criticità».

Come si è arrivati, secondo lei, alla piazza Garibaldi di oggi, spesso teatro di aggressioni e episodi legati al mondo della droga?

«Non è difficile capire come mai siamo arrivati a questa situazione. Le cause, a mio avviso, sono parecchie. Livorno negli ultimi anni è stata protagonista di un declino evidente. Le risorse dell’amministrazione sono state tagliate dalla politica di austerity del governo centrale, i casi di povertà in città sono aumentati, la gestione dell’immigrazione in molti casi è rivedibile, e poi in piazza Garibaldi ci sono auto parcheggiate ovunque, e non è una cosa da poco. Tra le auto si nascondono gli spacciatori, lo sanno tutti».

Qual è la sua ricetta per riconsegnare piazza Garibaldi ai livornesi?

«Prima di tutto è necessario abbattere le baracchine della piazza che non sono assegnate. E poi servono controlli mirati sugli affitti delle abitazioni attorno a piazza Garibaldi. Quante persone vivono in ogni appartamento? A che titolo? Cosa fanno nella vita? C’è bisogno di un profondo progetto di riqualificazione, che inizia da un’intensa attività delle forze dell’ordine, e che passa dal miglioramento dell’arredo urbano, senza dimenticare di monitorare con attenzione l’attività dei minimarket».

L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco, Luca Salvetti, secondo lei come sta affrontando il tema piazza Garibaldi?

«Salvetti ci ha messo la faccia. Ha fatto anche alcuni incontri coi cittadini, ma non è cambiato molto. Non ci si può nascondere dietro al discorso delle “destre”. La rabbia della gente esiste davvero, e se è vero che non deve essere cavalcata, è altrettanto vero che non deve essere neppure sottovalutata».

Lei si è confrontato con il prefetto, Paolo D’Attilio, e con il questore, Lorenzo Suraci. Cosa gli ha detto?

«Che servono interventi, e che servono subito. Non c’è più tempo. Io non voglio insegnare il lavoro agli altri, ci mancherebbe, ho pieno rispetto delle istituzioni. Però ho l’impressione che Comune, prefettura e questura giochino un po’ a scaricarsi le colpe l’uno sull’altro. La mia non è un’accusa, ma una sensazione. Se insieme dessero vita a un progetto profondo di riqualificazione della piazza, condiviso e di ampie vedute, il Ministero potrebbe trovare le risorse per finanziarlo. Sono convinto che c’è la massima disponibilità ad aiutare Livorno. Nelle prossime settimane arriverà in città anche il viceministro dell’Interno, Vito Crimi ».

Livornese, innamorato della sua città e spesso e volentieri in giro per le strade del centro. Un giorno le piacerebbe fare il sindaco?

«Per chi fa politica, amministrare la terra in cui è nato è senza dubbio un sogno nel cassetto, e lo è anche per me. Ma ora voglio pensare alla mia attività parlamentare. Mettermi a disposizione di Livorno, cercando di fare il massimo per i miei concittadini». —

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