Romiti-Amadio Fratelli (d'Italia) serpenti: la leadership nel partito si decide per 47 voti
Nelle preferenze prevale l’ex candidato sindaco, ma la creatura di Giorgia Meloni con il 12,1% a Livorno non ottiene il seggio in consiglio regionale
LIVORNO. Fratelli (d’Italia) mai così in alto a Livorno – anche se orfani di un seggio in consiglio regionale – ma destinati a un futuro da serpenti dentro al partito. A dirlo non è il risultato: in provincia sopra il 12,1% dei consensi, una specie di record, ma il peso delle preferenze che potrebbe cambiare gli equilibri in FdI. Perché questo voto rappresentava soprattutto una sfida interna tra due big. Da un lato il segretario comunale ed ex candidato sindaco Andrea Romiti e dall’altro Marcella Amadio, la pasionaria nera, regina delle preferenze, che dopo sei anni lontana dalla prima linea è tornata a volersi contare. Risultato? Romiti – era il numero uno in lista – è stato il più votato nel partito con 3.142 preferenze. Ma l’ex An gli è rimasta attaccata, arrivando a 3.095 voti, disseminati – come ripete soddisfatta – «in tutta la provincia». Dunque a dividerli appena 47 voti.
Che tra i due non ci siano rapporti idilliaci lo dicono molte cose: qualche colpo basso sui social (non sono neppure amici su Facebook sui profili ufficiali), la scelta delle posizioni in lista che non è stata digerita da una parte del partito e una visione diversa della politica. «Io – dice Romiti – rappresento più il nuovo. Marcella fa parte di una politica diversa che rappresenta un elettorato interno al partito. Ma nonostante queste diversità ci dovrà guidare la grande responsabilità che gli elettori ci hanno dato con la loro scelta. Ecco perché è necessario restare uniti perché questo risultato è figlio dell’impegno. Se penso a due anni fa, quando in piazza Garibaldi ci sputarono addosso e non permisero a Giorgia Meloni di parlare, direi che è cambiato il mondo. Adesso abbiamo la nostra sede in piazza dei Mille e continuerà stare aperta». Sul futuro spiega: «Non è che chi prende più voti comanda. Anche perché si trattava del voto regionale. In ogni caso per decidere cariche e linea ci sono i congressi. Al momento sono il coordinatore comunale e Giacomo Lensi quello provinciale».
Insomma la prospettiva è chiara, ma conoscendo Amadio, dopo il risultato delle urne, non perderà tempo – «sono un mastino», ripete – per rivendicare un ruolo da protagonista nel futuro del partito. Anche perché dopo due premesse: «1. Siamo cresciuti in maniera esponenziale rispetto a un anno fa. 2. Sono contentissima del mio risultato nonostante non sia scattato il seggio». Prosegue: «Non avevo il vantaggio di essere capolista che significa un 20, 30% dei voti in più». E su Romiti glissa ironica. «Perché lui ha un visione? Non esiste il termine moderno per la destra. C’è quello che è coerente, e io sono sempre stata a destra e sto a destra. E chi è stato da tante parti e forse ha un po’ di confusione in testa e va in giro, come sulle giostre». E sul suo futuro promette: «Continuerò a far politica, non ero eletta prima e non sono eletto oggi. Ma non è necessario avere una poltrona per fare politica. Ecco perché continuerò a imperversare su Livorno e non solo. Non prendo bilance per i voti, certo è che il mio risultato ha un significato». I Fratelli livornesi sono avvisati.
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