Tre livornesi su dieci viaggiano sfruttando le vie del lungomare
LIVORNO
Quanti passaggi di mezzi – tra auto e scooter – ci sono stati in città lunedì scorso? La risposta è: 175.529.
E il 1 maggio scorso, quando il muro delle restrizioni anti-coronavirus era ben più alto di quello attuale? Appena, si fa per dire, 26.731. Insomma, Livorno è una città piena di persone che vanno in giro su mezzi motorizzati. E tantissima gente percorre le strade del lungomare.
Per esempio, il 21 maggio scorso, uno dei giorni in cui i “passaggi veicolari”, detta in gergo tecnico, hanno raggiunto i livelli più alti dell’ultimo mese, toccando quota 177.746, sui viali a mare hanno si sono registrati 71.587 passaggi.
I dati sono estratti dal software per le telecamere utilizzate per la lettura delle targhe da parte della polizia municipale, chiamato Inquiris.
“Occhi” che monitorano in ogni momento il flusso del traffico cittadino. Dalle rilevazioni dell’intero mese di maggio, ma anche sulla base di un calcolo statistico con base di rilevazione ben più ampia, emerge che il 30% del “via vai” stradale livornese si svolge sul lungomare. Non è un caso, dunque, che viale Italia sia in testa alla classifica delle strade con più incidenti nel periodo dal 1 maggio al 1 giugno 2020.
Lungo la strada a due passi dall’acqua del mare sono stati addirittura sette gli scontri in soli trenta giorni. Alcuni anche con risvolti tragici. Come quello di venerdì 29 maggio, costato la vita a Maria Grazia Gori, 74 anni, investita proprio in viale Italia mentre stava attraversando sulle strisce pedonali. Nell’ultimo mese – sempre stando ai dati in possesso della polizia municipale – il giorno col maggior numero di passaggi di mezzi in città è stato venerdì 5 giugno: 181.338. —
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