La chiesa di San Ferdinando Re scopre le facciate: finiti i lavori
Livorno: ultimato il restauro del gioiello simbolo del barocco livornese e presto il restyling del convento dei Padri Trinitari
LIVORNO. È appena terminato il restauro delle facciate, laterale e retrostante, della settecentesca chiesa di San Ferdinando Re, uno dei gioielli del barocco livornese incastonato nel quartiere della Venezia Nuova: l’intervento, avviato nel luglio scorso, si è concluso giusto in coincidenza con l’avvio dei lavori di riqualificazione della vicina piazza del Luogo Pio in vista della mostra dedicata a Modigliani, che il 7 novembre aprirà i battenti al Museo di Città.
Al contempo in piazza Anita Garibaldi, a pochi passi dalla facciata principale della chiesa, a cura dell’Asa è in fase di realizzazione una fontana di acqua potabile di alta qualità come quella, ad esempio, recentemente messa in funzione in via Buontalenti, all’angolo con via del Cardinale. I lavori alla chiesa di San Ferdinando Re (o di Crocetta) non sono però terminati: come riferisce il parroco, padre Emilio Kolaczyk, stanno infatti per cominciare gli interventi di ripristino all’interno dell’annesso convento dei Padri Trinitari che da più di tre secoli sono presenti a Livorno al servizio della comunità, un servizio che un paio d’anni fa si è esteso anche ai lavoratori del mare con l’ampliamento dei confini parrocchiali all’area del porto industriale.
L’intervento di ripristino all’interno del convento riveste particolare rilevanza perché in una di quelle stanze per quasi 50 anni ha abitato padre Giovanni Battista Saglietto, nativo nel 1871 di Porto Maurizio (Imperia), a lungo parroco della chiesa di Crocetta e Superiore della Casa Trinitaria livornese, una figura divenuta leggendaria nel quartiere della Venezia, dove si è grandemente adoperato per il sostegno morale e materiale della sua gente guadagnandosi il rispetto di tutti, credenti e non .
Trasferito negli anni Quaranta a Roma presso la Casa generalizia dell’Ordine Trinitario fece brevemente ritorno a Livorno il 3 ottobre del 1955, ormai molto anziano ed affaticato, per assistere all’avvenuto ripristino del campanile della chiesa di Crocetta gravemente danneggiata dai bombardamenti americani. In quell’occasione, riferiscono le cronache locali, fu accolto trionfalmente dagli abitanti della Venezia, un paio dei quali, come vediamo in una celebre foto dell’epoca, lo sostengono premurosamente durante il cammino: una manifestazione di profondo affetto che si è ripetuta quando alla morte di padre Saglietto, avvenuta a Roma il 22 maggio 1957, nel giorno di Santa Giulia, i veneziani vollero che le sue spoglie venissero a Livorno dove furono sepolte nel cimitero della Purificazione.
L’odierno intervento di ripristino del settecentesco convento trinitario sarà finanziato dalla Conferenza Episcopale, mediante l’Otto per mille, dai Padri Trinitari e dai parrocchiani: in tal senso ogni prima domenica del mese nella chiesa di San Ferdinando Re avrà luogo la questua per raccogliere fondi.
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