«Io aggredito nella caserma dei carabinieri»: denunciato per calunnia
Livorno, dopo la multa per guida senza casco avrebbe dato in escandescenze a Montenero. Poi è andato al pronto soccorso: «Spinto contro la porta». I militari smentiscono
LIVORNO. Ha dato in escandescenze nella caserma dei carabinieri di Montenero, mettendosi a urlare contro i militari. Poi ne è uscito su un’ambulanza del 118, raccontando di essere stato aggredito. Anche se per questo episodio, accaduto all’ora di pranzo di lunedì 30 settembre, è lui l’unico indagato. È stato infatti denunciato per calunnia e danneggiamento, dato che secondo fonti dell’Arma avrebbe tirato una testata a una porta di legno, distruggendola.
Il protagonista della vicenda è un quarantunenne napoletano residente a Livorno, Carmine Pavia. L’uomo – che ormai da una decina d’anni vive in città – domenica sera, il 29 settembre, insieme al fratello che non vedeva da 12 anni si è messo alla ricerca del motorino appena rubato alla figlia, uno Scarabeo. Ha girato fra i quartieri di Shangai e Corea, dove si sono creati alcuni momenti di tensione con l’intervento della polizia di Stato a riportare la calma. Poi, lunedì mattina, «dopo aver dormito tre ore» si è spostato in viale Petrarca, trovando il mezzo abbandonato vicino al Penny Market.
Qui però sono iniziati i problemi. Con il fratello di Pavia che nel ritorno verso casa della ragazza (sulla salita di Montenero) sarebbe stato fermato senza casco dai carabinieri, con lui a seguirlo in auto. «A questo punto – è la ricostruzione del quarantunenne – io ho perso la pazienza. Ho chiesto loro di lasciarlo andare, perché mia figlia stava piangendo da ore e voleva il suo scooter. Eravamo a 200 metri da casa, non a un chilometro. Quindi sono ripartito e dopo, tornando indietro, mi sono fermato davanti alla caserma per chiedere scusa. Ero stanco, avevo passato la notte in bianco. Volevo solo far contenta la mia bambina, visto che da solo ero riuscito a recuperare il suo motorino che le era sparito da piazza Grande poche ore prima».
I carabinieri – basandosi sul codice della strada e applicando la legge – lo hanno quindi portato in ufficio per gli accertamenti. Multandolo per guida senza casco. Scatenando la sua ira. È in questo momento, all’ora di pranzo di lunedì, che Pavia avrebbe dato in escandescenze. Lo ammette lui stesso. «Mi sono messo a gridare – dice – cercando di spiegare perché ero senza casco. Lo so che non si fa, però volevo solo far contenta mia figlia». Qui iniziano le versioni contrastanti, col quarantunenne che dopo una decina di minuti chiama l’ambulanza dicendo «di essere scivolato da solo». Poi al pronto soccorso cambia versione, facendo scrivere nel referto «di essere stato aggredito dai carabinieri all’interno della caserma di Montenero» e che «durante la lite» un militare «lo afferrava con la mano sulla nuca spingendolo in avanti e procurandogli una contusione in zona frontale», mentre «un altro gli stringeva la mano destra e la distorceva». «All’inizio avevo paura – spiega Pavia – per questo chiamando il 118 non ho raccontato la verità».
Una versione che contrasta da quella che filtra da ambienti investigativi, dato che dalla Compagnia di Livorno, che ha subito svolto gli accertamenti del caso, smentiscono categoricamente qualsiasi aggressione, spiegando che l’uomo non sarebbe stato nemmeno sfiorato in caserma. Pavia, al momento, non ha sporto denuncia alle forze dell’ordine. Il referto del pronto soccorso è di tre giorni di prognosi, per «contusioni alla faccia e alle dita di una mano», quindi per far scattare il procedimento servirà la sua querela, che per ora non c’è.
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