Il Tirreno

Livorno

Tragedia durante la gita con gli amici: muore a 43 anni nello scontro tra moto

Daniele Montanari
La Ducati del livornese morto nell'incidente
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La Ducati del livornese morto nell'incidente

Era in sella alla sua nuova Ducati: partito da Livorno di primo mattino era diretto nella zona di Modena

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LIORNO. «Pronto? Devo darti una notizia terribile: Luca non c’è più, è morto poco fa in un incidente con la moto». Da un capo del telefono Riccardo, un amico della vittima, dall’altro Evelina, la compagna del 43enne livornese scomparso sabato poco prima di mezzogiorno in uno schianto tremendo. È stata lei, tra le lacrime, la prima ad essere avvertita tra i suoi cari, poi i genitori e la sorella dell’uomo rimasto sul selciato della strada Giardini nel tratto di Riolunato che esce da Serpiano, nel modenese.

La dinamica della tragedia è al vaglio dei carabinieri di Pievepelago, supportati nell’intervento da colleghi di Lama Mocogno e del Radiomobile di Pavullo (alla Polizia Locale la viabilità), ma secondo una prima ricostruzione le cose sono andate così. Verso le 9 Luca Arpaia è partito da Livorno assieme a due suoi amici, Riccardo e Mirko, per un giro fino a Lama. La giornata di sole da sogno si è trasformata in un incubo al chilometro 105 + 500 (località “Il cassone”), in una curva molto pronunciata a un centinaio di metri dal bivio per Cerrete.

In uscita, Luca con la sua Ducati comprata da poco si è scontrato con altre due moto che provenivano in direzione opposta: una Bmw guidata da un 58enne modenese e la Ktm condotta da un 63enne di Reggio Emilia.
Gli altri due appassionati stavano facendo la stessa gita del sabato al contrario: partiti da Modena per raggiungere l’Abetone. Il destino ha voluto che si trovassero nello stesso momento nella stessa curva, complicata dalla presenza di un dosso pronunciato.

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Da un primo esame, pare che sia stato Luca – sono incorso gli accertamenti – ad andare leggermente oltre corsia: anche se non andava forte, e neppure gli altri due, la forza d’urto è stata spaventosa. Il quarantatreenne avrebbe sbattuto con la testa contro la Bmw, inutile la protezione del casco che indossava regolarmente ed è poi volato sull’asfalto. Nella caduta la Ducati è poi andata contro la Ktm. Riccardo era l’ultimo dei tre toscani, che stavano procedendo molto distanziati tra loro (Mirko era già giunto a Lama): ha trovato Luca steso sull’asfalto in un lago di sangue, già esanime ma sono stati prestati lo stesso disperati soccorsi

Sul posto sono poi arrivati i volontari dell’Avap di Fiumalbo e il 118: vani sul 43enne tutti i tentativi di rianimazione. Il 63enne di Reggio è stato invece portato al Pronto soccorso di Pavullo con una clavicola fratturata; solo ferite lievi per il 58enne con la Bmw, nonostante sia stato contro la sua moto che Luca ha avuto il primo impatto. Recuperata dalle Onoranze Franchini, la salma è stata condotta in Medicina Legale a Modena su disposizione del pubblico ministero Claudia Natalini mentre le moto sono state recuperate dagli autosoccorso Covili e Pattarozzi di Pavullo.

La strada Giardini è rimasta chiusa al traffico per quasi tre ore, poi ripristinata in sicurezza da personale Anas. Programmatore con lavoro in Irlanda, Luca era un grande appassionato di viaggi, ma non aveva mai fatto la Giardini in quel tratto. È il 26° morto sulle strade modenesi dall’inizio dell’anno.
 

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