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Livorno

Dal 1999 al 2019, tutti i sindaci del presidente: «Lamberti il migliore, Nogarin solo promesse»

Alessandro Bernini
Dal 1999 al 2019, tutti i sindaci del presidente: «Lamberti il migliore, Nogarin solo promesse»

Livorno, aneddoti e retroscena dei rapporti tra Aldo Spinelli e i primi cittadini che si sono alternati nei suoi 20 anni di gestione. «Salvetti? Mi piace» 

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LIVORNO. Se la ride Aldo Spinelli. «Sa cosa hanno in comune tutti questi sindaci che ho visto? Mi hanno sempre promesso lo stadio nuovo. Se ascoltavo le loro promesse, a Livorno c’erano più stadi che spettatori...».
Siamo sempre originali. Di media un sindaco, durante un mandato, vede cambiare un paio di presidenti della squadra di calcio. Da noi il mondo si rovescia. Qui c’è un presidente che ha visto passare ben 4 sindaci, e potevano essere pure 6 se Lamberti prima e Cosimi dopo non avessero raddoppiato il loro mandato. «Diciamo che non mi sono fatto mancare niente».

SPINELLI E LAMBERTI

Era il primo marzo 1999 quando Aldo Spinelli rilevò il Livorno da Achilli e Deodati. Gianfranco Lamberti fu uno dei grandi registi dell’operazione, non sbagliò neanche una mossa. Di certo questo contribuì pochi mesi dopo (14 giugno) alla sua rielezione.

«Lamberti è il sindaco che più si è speso per il Livorno calcio - confida Spinelli – e se sono qua è in gran parte merito suo. Lo ricordo sempre vicino alla squadra e anche alla società. Era un sindaco-tifoso. Il migliore che ho conosciuto».

SPINELLI E COSIMI

L’idillio di Spinelli con Lamberti non troverà un seguito con Alessandro Cosimi, altro sindaco da due mandati. Tra i due i rapporti restano istituzionali ma c’è anche qualche scintilla. Come quando a febbraio 2007 il Livorno fu costretto a giocare in Coppa Uefa a porte chiuse per l’assenza dei tornelli.

Ma c’è pure un altro episodio che incrina i rapporti. A inizio 2008 Spinelli incontra Cosimi, gli rivela la sua stanchezza e gli chiede una mano per trovare acquirenti. Dopo poco Cosimi attiva la trattativa col gruppo-Berrighi ma il tutto salta perché secondo Spinelli questa cordata non dava garanzie adeguate. Cosimi un po’ si indispettisce e da quel momento i rapporti con Spinelli si raffreddano. E neanche poco.

«Cosimi era una bravissima persona - spiega Spinelli - e come uomo aveva tutta la mia stima, ma nel ruolo di sindaco non ce lo vedevo proprio. Però lo ricordo con piacere».

SPINELLI E NOGARIN

Ma la parabola d’amore col primo cittadino tocca il punto più basso con Filippo Nogarin. «Di lui ricordo solo tante promesse ma mi pare non ne abbia mantenuta neanche una», spara subito Spinelli. «Lo stadio, lo sponsor, gli acquirenti, ogni volta nei nostri colloqui usciva sempre qualche bel progetto, poi però nei fatti non ha mai visto nulla di nulla».

D’altronde l’impatto di Nogarin col Livorno Calcio non è dei più entusiasmanti. Il 2 luglio 2014 è il giorno della nuova giunta, alla presentazione salta fuori il nome di Aldo Spinelli e Nogarin risponde «Scusi, ma non so chi sia». Cala il gelo. Qualcuno lo istruisce: «Signor sindaco, è il presidente del Livorno». Nogarin si rende conto della gaffe, prova a buttarla in calcio d’angolo ma il rinvio non è granché: «Ah ecco, allora devo chiedere al mio amico Edo che è esperto di calcio, io ho sempre amato gli sport minori». Tra i due c’è stato anche un incontro in Comune, nel giugno del 2016. Tante strette di mano ma dal giorno dopo ognuno è tornato nel suo fortino con le stesse perplessità reciproche.

SPINELLI E SALVETTI

E dopo 20 anni, 3 mesi e 11 giorni alla guida del Livorno, Aldo Spinelli può parlare anche del quarto sindaco che incontra sulla sua strada. «Mi fa piacere che sia stato eletto Salvetti, di sicuro conosce bene le cose del Livorno Calcio. Da giornalista secondo me meritava un 7 in pagella, spero che da sindaco possa arrivare a 10. Ah, le faccio una confidenza. Ho sentito poco fa Salvetti. È stato il primo sindaco che non mi ha promesso lo stadio nuovo. Stai a vedere che...».
 

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