Operaio morto in porto, la fidanzata su Facebook: «Ti prego torna»
Livorno, dopo la tragedia Benedetta non si rassegna alla scomparsa di Lorenzo e "parla" al suo ragazzo: “Non ce la faccio più non ho più le forze di affrontare questo. Sei la mia famiglia”
LIVORNO. Benedetta ha perso Lorenzo, lo ha perso per sempre: è arrivata subito in quel luogo pauroso e maledetto, piangeva e si disperava, a pochi metri da quel corpo, il corpo del suo giovane uomo, quel corpo che era così pieno di vita e che pochi secondi d’inferno hanno distrutto insieme a tanti progetti e ricordi. Lì, intorno a tutto quello strazio Benedetta sembrava una bambina, annientata da un’angoscia che a 21 anni spesso non si è mai conosciuta, dalla morte e dal terrore del vuoto. Ma la morte ai tempi di Facebook non è più solo silenzio, pianto sommesso, rassegnazione all’assenza, dolore incolore. E il lutto, condiviso e al tempo stesso negato con le immagini della vita, almeno per qualche giorno si lascia addolcire.
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Così, attraverso il social network, Benedetta ha voluto tenere ancora in vita il suo ragazzo aggrappandosi a questa piazza più reale che virtuale piena i amici che diventa un diario, un album, il prolungamento di una storia che avrebbe avuto tante altre parole, tante altre immagini, tanti altri sogni. Lorenzo non c’è più da qualche ora ma lei, ragazzina che aveva trovato l’amore, riempie la sua bacheca e quella di Loreza di foto e pensieri e gli parla, parla al suo “gerriero tatuato”. “Sempre con me amore mio” scrive su Facebook quando è da poco le è crollato il mondo addosso, mette una foto e un cuoricino. Poi, come se un’ondata di consapevolezza la travolgesse, i pensieri si fanno più intensi e dolorosi anche se le foto sono sempre più belle, gli spettacolari tatuaggi di lui, il viso da attrice di lei. “Perché? Ti prego torna, Non ce la faccio più non ho più le forze di affrontare questo. Sei la mia famiglia” e sotto loro due abbracciati.
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Avrà dormito poche ore Benedetta, poi nella mattina di giovedì 29 marzo presto il buongiorno disperato: “Buongiorno amore, quei buongiorno che ogni mattina erano alle 6.45 ti svegliavi sempre con fatica girando e rigirandoti nel letto abbracciandomi brontolandomi perché ogni volta avevi il maldischiena perché avevo occupato tutto il letto. Ogni volta ti svegliavi ti preparavi e andavi a lavorare c'era sempre la chiamata delle 10 quella che mi diceva sempre amore vorrei essere a letto lì con te, poi la chiamata delle 12 che mi diceva amore mangio e ti richiamo subito... Poi arrivavano le sere ed erano le più belle... Manca tutto di te manca tutto di noi. Ti amo amore mio sei sempre e sarai sempre il mio pensiero”.
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