«Azimut Benetti, è Livorno il cuore di tutto il gruppo»
L’amministratore delegato replica allo sciopero del cantiere di Viareggio «Ma sposteremo solo 30 persone. Sulla divisione delle società deciderà il cda»
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LIVORNO. «Livorno è il cuore del nostro gruppo, lo dice il fatturato. Viareggio non rappresenta più di un terzo del fatturato stesso. Ma questo è il frutto di una scelta che risale al 1999. Allora facemmo una proposta d’acquisto di 30 milioni di lire per l’area Sec a Viareggio, nell’idea di avere nuovi spazi e ampliarci. Ma la scelta di Comune e sindacati fu diversa. Erano contrari a questa ipotesi e per questo puntammo su Livorno. Che è a pochi chilometri da qui, non in un altro continente».
Così l’amministratore delegato Vincenzo Poerio ha replicato ai sindacati viareggini preoccupati per il trasferimento di 40-45 colletti bianchi a Livorno e timorosi che di fatto si stia spostando a Porta a Mare l’anima della società.
Poerio ha detto di non comprendere lo sciopero indetto ieri dalle maestranze del cantiere versiliese e ha assicurato che «il Gruppo Azimut Benetti non lascerà Viareggio. Qui c’è una parte importante della nostra produzione di entrambi i marchi. E qui resta».
«Avevamo avuto un incontro con i rappresentanti dei lavoratori, in cui avevamo spiegato quali fossero le nostre intenzioni – afferma Poerio – si tratta di una scelta che punta a razionalizzare i costi di gestione. A Livorno andranno non più di 20-30 persone, pochi rispetto ai 160 che oggi lavorano in Darsena. E che nella loro stragrande maggioranza continueranno a lavorare qui. Perché non è previsto alcun declassamento del cantiere di Viareggio. Fatto sta che la risposta a questo confronto è stata lo sciopero».
I sindacati accusano l’azienda di voler trasferire tutto nella città labronica, ormai cuore e cervello dell’attività. Che nel cantiere livornese si sta sviluppando su almeno tre gigayacht sopra i 100 metri. Oggi Livorno rappresenta circa due terzi del volume d’affari di Azimut Benetti. «Ma questo non significa che abbiamo intenzione di lasciare Viareggio. Qui ci sono la nostra storia e una parte importante della nostra produzione, sia a marchio Azimut che a marchio Benetti».
A proposito dei marchi: i sindacati parlano anche di una possibile divisione in due società diverse, che il Consiglio di amministrazione è pronto a votare entro la fine di ottobre. «Non c’è nulla di deciso – replica il manager – Ci sono valutazioni che stiamo facendo. Abbiamo fatto un evento di gala a Porto Cervo dove c’erano sia clienti Azimut che clienti Benetti: in tutto erano quasi 700. Bisogna capire come gestirli. Detto questo, sarà il Consiglio di amministrazione a decidere. E non ci sono certezze, oggi, se lo farà in un senso o nell’altro. Devo dire, per quanto riguarda le dichiarazioni su presunte divergenze all’interno del Gruppo, che sono parole che ci danneggiano perché dipingono una mancanza di stabilità. Che non corrisponde al vero».
I sindacati viareggini però ribadiscono le loro posizioni e dicono che andranno avanti nella loro battaglia. Ieri mattina era presente al presidio dei lavoratori anche il vicesindaco di Viareggio Valter Alberici.
(m.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Così l’amministratore delegato Vincenzo Poerio ha replicato ai sindacati viareggini preoccupati per il trasferimento di 40-45 colletti bianchi a Livorno e timorosi che di fatto si stia spostando a Porta a Mare l’anima della società.
Poerio ha detto di non comprendere lo sciopero indetto ieri dalle maestranze del cantiere versiliese e ha assicurato che «il Gruppo Azimut Benetti non lascerà Viareggio. Qui c’è una parte importante della nostra produzione di entrambi i marchi. E qui resta».
«Avevamo avuto un incontro con i rappresentanti dei lavoratori, in cui avevamo spiegato quali fossero le nostre intenzioni – afferma Poerio – si tratta di una scelta che punta a razionalizzare i costi di gestione. A Livorno andranno non più di 20-30 persone, pochi rispetto ai 160 che oggi lavorano in Darsena. E che nella loro stragrande maggioranza continueranno a lavorare qui. Perché non è previsto alcun declassamento del cantiere di Viareggio. Fatto sta che la risposta a questo confronto è stata lo sciopero».
I sindacati accusano l’azienda di voler trasferire tutto nella città labronica, ormai cuore e cervello dell’attività. Che nel cantiere livornese si sta sviluppando su almeno tre gigayacht sopra i 100 metri. Oggi Livorno rappresenta circa due terzi del volume d’affari di Azimut Benetti. «Ma questo non significa che abbiamo intenzione di lasciare Viareggio. Qui ci sono la nostra storia e una parte importante della nostra produzione, sia a marchio Azimut che a marchio Benetti».
A proposito dei marchi: i sindacati parlano anche di una possibile divisione in due società diverse, che il Consiglio di amministrazione è pronto a votare entro la fine di ottobre. «Non c’è nulla di deciso – replica il manager – Ci sono valutazioni che stiamo facendo. Abbiamo fatto un evento di gala a Porto Cervo dove c’erano sia clienti Azimut che clienti Benetti: in tutto erano quasi 700. Bisogna capire come gestirli. Detto questo, sarà il Consiglio di amministrazione a decidere. E non ci sono certezze, oggi, se lo farà in un senso o nell’altro. Devo dire, per quanto riguarda le dichiarazioni su presunte divergenze all’interno del Gruppo, che sono parole che ci danneggiano perché dipingono una mancanza di stabilità. Che non corrisponde al vero».
I sindacati viareggini però ribadiscono le loro posizioni e dicono che andranno avanti nella loro battaglia. Ieri mattina era presente al presidio dei lavoratori anche il vicesindaco di Viareggio Valter Alberici.
(m.t.)
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