Bancarotta da ventisette milioni di euro al Borgo di Magrignano, arrestati tre costruttori
Livorno, Ai domiciliari sono finiti Riccardo Luschi, Carlo Alessandrini e Paolo Paoli. L’accusa è associazione per delinquere, altri quattro indagati
LIVORNO. Il vertice del «sodalizio criminale» costruiva villette esclusive a Montenero per sé e i familiari più stretti, mentre centinaia di acquirenti - a valle - restavano in mutande: senza un soldo e con la casa già pagata nel complesso del borgo di Magrignano ridotta a uno scheletro che hanno dovuto poi finire da soli, opere di urbanizzazione incluse.
Nella terra di mezzo, galleggiava un universo di società e cooperative collegate come scatole cinesi, attraverso le quali sono stati fatti transitare (e sparire) milioni di euro, anche grazie a bilanci volutamente ballerini, richieste di concordato e la parallela scomparsa di buona parte della documentazione fiscale.
È proprio in alcuni degli immobili di pregio in via del Viperaio che all’alba di martedì 15 marzo si sono presentati gli uomini del nucleo tributario della guardia di finanza per notificare l’ordinanza di custodia cautelare ai tre imprenditori arrestati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fallimentari nell’ambito dell’inchiesta ribattezzata, non a caso, “Ginepraio”.
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Ai domiciliari sono finiti Riccardo Luschi, 70 anni da compiere, «promotore e organizzatore e dirigente dell’associazione a delinquere, proprietario al 25% della Gsi srl legale rappresentante della cooperativa Edilizia Carducci, della cooperatava Uil Casa e del consorzio cooperative edilizie Edil Casa Toscana, consigliere della RoMa srl e della coop Edil Etrusca, inoltre sindaco effettivo pro tempore della coopertaiva Edilporto e sindaco supplente della Edilizia portuale; Carlo Alessandrini, 66 anni, «co-promotore, organizzatore e dirigente dell’associazione a delinquere, nonché proprietario di un altro 25% della Gsi Srl, legale rappresentante della cooperativa Edilizia La Collina di Montenero, della Ro.ma srl e consigliere della cooperativa Edil Etrusca nonché sindaco supplente della coop Ediliza portuale; e Paolo Paoli 59 anni compiuti lo scorso 11 marzo, «quale partecipe dell’associazione a delinquere, amministratore unico e contabile della Gsi srl presidente pro tempore del collegio sindacale della cooperativa Edilizia Carducci, della Edilporto e della Edilizia portuale».
Nell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Daniele Rosa sono indagate altre quattro persone Marilisa Volpe, 62 anni, Marco Alessandrini, 35 anni, rispettivamente moglie e figlio di Carlo Alessandrini, Alberto Luschi, 36, figlio di Riccardo e Cinzia Nardi, 59 anni, compagna ed ex convivente di Roberto Tognotti, scomparso nell’agosto di tre anni fa.
A far scattare le indagini degli investigatori gli esposti presentati in Procura a partire dal 2015 da parte di cittadini raggirati e arrabbiati. Secondo gli accertamenti svolti dalle fiamme gialle, avvalorati dalle relazioni dei curatori fallimentari, è emerso uno stato di insolvenza, verso principalmente banche ed erario, per circa 26 milioni di euro, e una serie di operazioni di depauperamento del patrimonio attraverso la fitta rete di cooperative.
Secondo i finanzieri le società venivano gestite in totale assenza di trasparenza verso i soci, senza depositare e predisporre, in molti casi, i bilanci con una contabilità confusa che rendeva difficile ricostruire patrimonio e volume di affari. In questo contesto sono state riscontrate anche distrazioni di denaro per circa quattro milioni di euro. A seguito della richiesta del pm, inoltre, due società e tre cooperative del gruppo sono state dichiarate fallite dal tribunale di Livorno, consentendo alla curatela fallimentare di far accedere alla procedura 43 unità immobiliari, per un valore complessivo di 7 milioni di euro.
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