Assalto alla Prefettura di Livorno, 21 condanne in primo grado - Video - Sentenza
Livorno, si è chiuso il processo per i fatti avvenuti tra il 30 novembre e il 2 dicembre 2012. La pena massima a tre anni per Giovanni Ceraolo, per una somma complessiva a 34 anni di reclusione. Una assoluzione tra i 22 imputati, il pm ne aveva chieste due
LIVORNO. Ventuno condanne e una assoluzione (il pm ne aveva chieste due) nel processo di primo grado per l'assalto alla Prefettura, i tre giorni di violenze tra il 30 novembre e il 2 dicembre 2012 iniziati con gli scontri al convegno di Pierluigi Bersani all'interno del Terminal crociere tra manifestanti e forze dell'ordine e finiti con la manifestazione non autorizzata che sfilò per le vie del centro per arrivare fino alle porte del palazzo del governo dove vennero lanciati oggetti e fumogeni verso l'ingresso del Palazzo. La risposta della città - è la tesi difensiva - alle cariche avvenute il giorno precednete, sabato primo dicembre, in piazza Cavour da parte delle forze dell'ordine.
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È questo l'esito della sentenza di primo grado letta dal presidente del collegio, il giudice Angelo Perrone, all'interno dell'aula A del tribunale di Livorno alle 11,40 del 19 novembre davanti a circa cento persone, tra cui molti degli imputati appartenenti al comitato dell'Ex Caserma Occupata. Le pene vanno da un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni di reclusione nei confronti di Giovanni Ceraolo, la persona che il 30 novembre - secondo i giudici - ha colpito e ferito un carabinieri con un'asta e guidato la manifestazione di due giorni dopo. Una, invece, l'assoluzione per Simone Palla, assolto "per non aver commesso il fatto".
Oltre a Ceraolo i giudici hanno condannato Diego Sarri, 33 anni, a 2 anni e 8 mesi; Luca Fantelli, 22, a 2 anni e 7 mesi; Thomas Canessa, 36, a 2 anni e 4 mesi; Giovanni Neri, 26, e Daniele Lanari, 21, a 2 anni e 3 mesi; William Benedetti, 46, Federico Del Chicca, 42, Mirco Manguso, 24, e Jacopo Simonetti, 23, a 2 anni e 2 mesi; Maurizio Verde, 27, a un anno e 11 mesi; Igor De Maria, 37, a un anno e 10 mesi; Lorenzo Pappalardo, 22, a 9 mesi; Andrea Assante, 33, a 8 mesi; Benedetta Ceccanti, 23, Elena Faroldi, 22, e Antonio Lucignano, 25, a 7 mesi; infine Antonio Atteritano, 41, Luigi Bardi, 42, Enrico Sirigatti, 27, Massimo Orsini, 31, a 6 mesi.
Spiega il pubblico ministero Fiorenza Marrara, pochi secondi dopo la lettura del dispositivo: "Sono soddisfatta della sentenza, la corte con questa sentenza ha riconosciuto il lavoro preciso dettagliato sia nella ricostruzione dei fatti sia che nelle impostazioni giuridiche". Un attimo di silnezio poi un messaggio agli imputati: "Sono stata colpita favorevolmente dall'atteggiamento che hanno tenuto sia durante le udienze che in questo ultimo atto dell'indagine".
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Reazione opposta quella del comistato "Livorno non si piega" che ha sostenuto l'innocenza degli imputati e una strategia politica dietro a tutto il procedimento, e soprattutto da Giovanni Ceraolo: "Lo cosa che dà il senso generale di questa questione è che oggi apparentenenti al moviemnto livornese sono stati condannati a un totale di 34 anni di reclusione (ne erano stati chiesti complessivamente 38 ndr), questo per me è l'unico dato vero che deve venire fuori nei titoli il più grosso possibile. Il secondo dato è che questa non è una condanna definitiva in nessuna delle sue parti: condanne, risarcimenti, fino all'interdizioni dai pubblici uffici che è stata richiesta per me. Saranno impugnati in Appello e se necessario in Cassazione. Nel frattempo noi continueremo a fare quello che abbiamo fatto e porteremo le nostre prove nei prossimi gradi di giudzio. Siamo fiduciosi - conclude - che le cose vadano come devono andare. Nessuno di noi si lascia intimorire e spaventare da quello che è successo".
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