Il Tirreno

Livorno

Si inabissa a 400 metri lo yacht in avaria al largo di Capraia

di Federico Lazzotti

L’incidente è avvenuto lunedì a un miglio dall’isola, l’impatto con un tronco il motivo della falla nello scafo

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LIVORNO. Lentamente si adagerà, naufragando, fino a circa 400 metri di profondità, a un miglio di distanza dall’isola di Capraia e molto probabilmente diventerà negli anni una tana perfetta per una colonia di pesci occhione.

Si è concluso nel peggiore dei modi la storia dello yacht di una ventina di metri che lunedì scorso aveva avuto un’avaria al largo dell'isola durante una traversata che avrebbe dovuto portare lo scafo e l’equipaggio che era a bordo dalla la Liguria, e in particolare dal porto di Lavagna, alla Corsica.

Nella foto pubblicata martedì sul profilo Facebook da Lorenzo Tascini, si vede la prua dell'imbarcazione ancora a galla e il resto dello yacht sott’acqua mentre sullo sfondo si riconosce il profilo di Capraia.

Secondo una più attenta ricostruzione da parte della Guardia Costiera che ha ascoltato le quattro persone salvate a bordo del natante al momento dell'incidente, pare che l'avaria sia stata causata da un tronco che è stato colpito dalla chiglia durante la navigazione.

Per questo l'imbarcazione ha iniziato a imbarcare acqua, tanto da costringere l'equipaggio a lanciare l'sos. A quel punto è intervenuto un gommone con a bordo il personale della guardia costiera del distaccamento di Capraia, che ha messo in salvo l'equipaggio che è stato successivamente trasportato sull'isola.

Sono state inviate anche due motovedette, da Livorno e Portoferraio, che nelle ore successive hanno monitorato lo yacht. Impossibile, purtroppo, recuperare l’imbarcazione. Molto probabilmente da una parte il danno era troppo grande e dall’altro la distanza e il costo del recupero devono aver fatto desistere i proprietari dal tentativo di salvare lo yacht.

Le conseguenze di questa scelta si sono viste nei due giorni successivi durante i quali la barca è affondata un centimetro alla volta. Nella giornata di ieri anche la prua che era rimasta a galla è sparita sotto il livello del mare. Difficile dare una stima esattezza del danno economico che questo naufragio abbia causato.

Soprattutto sarà necessario capire se l’imbarcazione fosse assicurata per questo tipo di incidenti oppure no. L’unica certezza è che adesso lo scafo si fermerà a una profondità di oltre 400 metri.

Un relitto impossibile da raggiungere per i sub, sempre a caccia di tesori nascosti, e quindi buono soltanto per la flora marina e per i pesci che vivono a quelle profondità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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