Il Tirreno

Livorno

San Ferdinando da riscoprire dopo il restauro

di Roberto Riu
San Ferdinando da riscoprire dopo il restauro

Processione nella Venezia per la Madonna del Rimedio: prima a piedi, poi con la statua a bordo del gozzo del Venezia

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LIVORNO. Un volto nuovo per la chiesa di San Ferdinando: al termine di un complesso intervento durato sette anni è stato inaugurato giovedì sera alla presenza del vescovo Simone Giusti, il restauro dell'edificio sacro innalzato tre secoli fa nel cuore antico della Venezia Nuova dai Padri Trinitari, impegnati storicamente nel riscatto degli schiavi ed ora dediti al sostegno dei carcerati e di quanti sono colpiti dalle nuove povertà.

Nella chiesa stracolma sono stati ricordati quanti (a cominciare da imprese e lavoratori) si sono adoperati in questi anni per portare a buon fine il restauro realizzato sotto l'egida della Soprintendenza e con il contributo della Fondazione Livorno e dell'8 per mille erogato dalla Cei: l'intervento ha comportato, fra l'altro, il ricupero dei pregevoli stucchi lungo le pareti, il rifacimento della copertura della cupola, l'installazione dell'impianto di riscaldamento ed il rinnovo dell'impianto di illuminazione che conferisce ora una adeguata leggibilità del raffinato ornato barocco che caratterizza l'interno dell'edificio.

L'occasione per l'inaugurazione del restauro è stata offerta dalla suggestiva processione della Madonna del Buon Rimedio la cui effige illuminata, che reca l'emblema dell'Ordine Trinitario (la croce greca blu e rossa), viene di questi tempi tradizionalmente portata in notturna per le vie della Venezia Nuova: il lungo corteo, aperto dai labari delle associazioni di volontariato (Svs, Misericordia, etc.) si è così snodato fra via degli Ammazzatoi, via del Forte San Pietro di Alcantara e gli Scali Rosciano per arrivare alla cantina nautica del Venezia dove l'immagine è stata issata a bordo di un gozzo a remi, mentre le autorità sono salite sul battello Libur.

La processione si è quindi divisa: una parte ha continuato a piedi e l'altra ha proseguito navigando, accompagnato da varie unità minori delle forze armate (Guardia costiera, Polizia, etc.) sino al molo dinanzi alla Capitaneria, che era il punto di ritrovo, accolti dall'ammiraglio Arturo Faraone.

Le soste lungo il percorso a piedi sono state animate dai canti della corale polifonica “G. Sedda” dell'associazione sarda “Quattro Mori”, mentre Francesca Sorrentino dell'associazione Guide Labroniche ha illustrato la storia della chiesa di San Ferdinando e le origini della devozione alla Madonna del Buon Rimedio a cui sono legati i Padri Trinitari. La processione si è conclusa ricordando quanti nella nostra città vivono per il mare e quanti hanno lasciato la vita in mare (le vittime del Moby Prince, i paracadutisti alla Meloria, etc.) con un momento di particolare commozione quando, sulle note del silenzio fuori ordinanza, il vescovo e via via gli altri presenti hanno gettato fiori nelle acque della Darsena in segno di omaggio.

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