Il Tirreno

Livorno

LA VERTENZA DEI PORTUALI

I 7 soci di Alp ci ripensano. Ora la società ha le spalle larghe

di Giulia Mancini
La dura e lunga protesta di Alp alla fine si è conclusa in maniera positiva
◗
La dura e lunga protesta di Alp alla fine si è conclusa in maniera positiva

Livorno, l’annuncio martedì sera in commissione consiliare. Palazzo Rosciano avrà il 49% delle quote, Uniport il 10%, gli altri soci si divideranno il restante 41%

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Buone notizie in casa Alp. Non solo l’entrata dell’Autorità Portuale garantisce il mantenimento del posto di lavoro ai 59 portuali ma tutti i vecchi soci restano in Alp, revocando la liquidazione. «Abbiamo pensato che l’ingresso dell’Autorità Portuale, in via straordinaria e temporanea, poteva essere utile al consolidamento di Alp e inaugurare una nuova fase in cui tutti i soggetti coinvolti esplicassero i loro compiti in conformità alla legge», ribadisce durante la commissione consiliare di martedì pomeriggio il presidente Giuliano Gallanti.

L’Autorità Portuale entra con una quota di capitale pari al 49% in Alp. «E’ una grande sfida, senza dubbio si tratta del primo caso in Italia, stiamo ricevendo chiarimenti da parte anche di altre Autorità Portuali in Italia, è una situazione nuova – interviene Gallanti - ma possiamo dire che in questo senso l’Autorità Portuale è stata un catalizzatore, perché a seguito della nostra decisione di entrare anche i vecchi soci hanno deciso di rimanere».
Insomma, buone notizie. I lavoratori Alp venuti ad assistere alla terza commissione si dicono “soddisfatti e fiduciosi, a patto che quanto è stato detto venga mantenuto” aggiungono. «Ci sono voci attendibili, seppur non ancora confermate ufficialmente, che anche altri soggetti che non erano in Alp abbiano deciso di investire e questo sarebbe un grandissimo risultato perché – chiarisce Gallanti - se riuscissimo ad avere tutti i soggetti e i terminalisti all’interno di Alp le possibilità di lavoro sarebbero grandemente aumentate».

Insieme all’Autorità Portuale fa il suo ingresso in Alp anche un altro soggetto destinato a crescere mentre piano piano si ridurrà l’impegno dell’Authority. Si tratta di Uniport, che arriva con una quota pari al 10% coprendo sia l’art. 16 che il 17. Per articolo 16 si intendono le attività di scarico, carico, trasbordo, deposito, in pratica ci si riferisce al movimento generale delle merci, mentre l’articolo 17 si rivolge all’integrazione di manodopera delle imprese portuali. Nonostante la buona notizia, in commissione si alza qualche voce che esprime perplessità. «E’una notizia che accogliamo con favore ma non è una soluzione definitiva – interviene De Filicaia Pd - ho paura che sia difficile far cessare dinamiche negative di concorrenza interna». «L’obiettivo finale dovrebbe essere il superamento dei 2 soggetti che si occupano dell’art.16, questo aprirebbe un percorso risolutivo» propone De Filicaia. «Senza dubbio c’è stato un esasperazione del concetto di pluralità di soggetti per impedire il monopolio che ha condotto ad una corsa al ribasso – dice Massimo Provinciali segretario generale - ma non è potere dell’Autorità Portuale chiudere imprese».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana