Mascagni, in arrivo i soldi il ministro firma il decreto
Il presidente Giulio Cesare Ricci: dal governo un segnale importante «Ora bisogna mantenere una forte collaborazione fra Livorno, Firenze e Roma»
LIVORNO. Ora la firma del decreto attuativo c’è: il ministro Stefania Giannini ha dato le “gambe” operative alla scelta del suo predecessore Maria Chiara Carrozza e l’istituto Mascagni può tirare un sospiro di sollievo. Dallo Stato arriveranno 270mila euro per il 2014. L’annuncio arriva da Giulio Cesare Ricci, presidente dell’ “università della musica” che ha sede all’ex Pascoli. Era stata Carrozza a far tornare in una legge dello Stato il contributo soppresso dal governo Berlusconi, ma solo quando è stata determinata la ripartizione il finanziamento ha smesso di essere in parcheggio al ministero dell’economia.
La doppia crisi politica a Firenze e a Roma aveva portato all’avvicendamento proprio al ministero (con Giannini nel governo Renzi al posto di Carrozza) e nell’assessorato regionale (con Bobbio jr al posto di Targetti dopo il rimpasto nella giunta Rossi): i due tasselli nel governo nazionale e regionale con cui Ricci, alla testa del coordinamento degli istituti muisicali consimili, stava costruendo passo dopo passo un tentativo di soluzione: la crisi della finanza municipale e la fine delle Province mettevano a fortissimo rischio la sopravvivenza stessa di queste 20 realtà di alta formazione musicale in tutta Italia.
Ricci spiega perché è così importanbte lo sblocco di questi finanziamenti: «Il Comune doveva fare la sua parte e l’ha fatta. La Provincia ide e ha annunciato che lo fa. Con la Regione è stato ricostruito con il nuovo assessore un collegamento proficuo. Mancava il governo nazionale e prima Carrozza e poi Giannini hanno dato un segnale a tal riguardo in modo concreto».
Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro fra il ministro e Ricci a nome del fronte degli istituti musicali. Nel frattempo va avanti anche l’altro versante: quello «del disegno di legge in grado di dare un nuovo inquadramento stabilizzato a tutto il settore», spiega il preisdente del Mascagni. C’è l’impegno – afferma – sia del relatore, il senatore Claudio Martini, ex governatore della Toscana e ora numero due dei senatori Pd, sia di Andrea Marcucci, presidente di commissione. Ma per arrivare al nuovo assetto ci vorrà qualche tempo, dunque «è importante che il governo mandi segnali per confermare il contributo anche riguardo al 2015 e al 2016».
Ricci, che a febbraio del prossimo anno esaurirà il proprio mandato, vede in dirittura d’arrivo anche la possibilità di uscire dal rischio finanziario derivante dalla fine delle Province. «Ma l’unica possibilità di farcela – rincara – è riuscire a mantenere una forte collaborazione fra il livello locale, la Regione, il governo e il Parlamento, ciascuno chiamato a fare la propria parte, altrimenti i guai torneranno a essere dietro l’angolo».
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