Il Tirreno

Livorno

Il boom degli orti sociali Livorno prima in Italia

Il boom degli orti sociali Livorno prima in Italia

Sono 227 le aree comunali dove si producono 300 quintali di verdure all’anno Una ricetta di salute e contro la crisi presa ad esempio in un convegno nazionale

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sarà per una questione economica, con le famiglie che invece di andare al negozio o al supermercato preferiscono ripsparmiare coltivando da soli la frutta e la verdura n ecessariaal fabbisogno domestico. E sarà anche per ragioni salutistiche-alimentari. con tante persone che si stanno orientando sempre più verso un’alimentazione con piante aromatiche, frutta e ortaggi non solo per stare in forma ma anche e soprattutto per prevenire molte patologie sia infettive sia degenerative.

Fatto sta che gli orti stanno riscuotendo un vero e proprio successo: permettono di far fronte alla crisi e di portare primizie in tavola. E Livorno, in questi contesti, è ai vertici nazionali grazie anche all’interessamento dell’amministrazione comunale. Di questo si è parlato, approfonditamente, in un convegno alla Fiera di Vita in Campagna in corso a Mon tichiari (Brescia).

«Un caso di successo emblematico - dichiarano gli organizatori del convegno nazionale è costituito dal Comune di Livorno dove è stato progettato un modello di orti sociali pionieristico e rivolto a tutti: stiamno parlando di oltre duecento piccoli appezzamenti nella perfiferia della città che garantisconouna produzione di verdura, soprattutto, e anche di frutta, di circa 3oo quintali l’anno».

Insomma, si tratta di un fenomeno di grande rilevanza, tutt’ora in crescita a cui guardano con interesse anche altre amministraziuoni.

«Ottenuta la copertura finanziaria di circa il 50% dalla Regione Toscana e aggiudicati i lavori - spiega Mirco Branchetti, responsabile dell’Ufficio Gestione Verde Urbano, Agricoltura e Foreste del Comune di Livorno - tra l'ottobre del 2004 e il maggio del 2005 sono stati realizzati 227 orti di cui 10 riservati per casi sociali rilevanti, 7 alle scuole e 210 assegnati in base al solo criterio dell'età anagrafica. In media ogni orto è costato sui 1.000 euro all'anno con una produzione di 120-140 kg l’uno per una produzione totale tra i 25 e i 30.000 kg. Il pomodoro è stato l'ortaggio più coltivato in primavera-estate, mentre insalata, cavoli e cipolle hanno registrato una produzione costante».

Una vera e propria sorpresa. I livornesi non sono solo amanti del mare e, di conseguenza, della pesca, ma apprezzano anche il contatto con la terra: non si spiega altrimenti il boom degli orti sociali, gestiti con grande passione da centinaia di pensionati che così impegnano il loro tempo libero. Magari insegnando ai più giovani a coltivare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana