Il boom degli orti sociali Livorno prima in Italia
Sono 227 le aree comunali dove si producono 300 quintali di verdure all’anno Una ricetta di salute e contro la crisi presa ad esempio in un convegno nazionale
LIVORNO. Sarà per una questione economica, con le famiglie che invece di andare al negozio o al supermercato preferiscono ripsparmiare coltivando da soli la frutta e la verdura n ecessariaal fabbisogno domestico. E sarà anche per ragioni salutistiche-alimentari. con tante persone che si stanno orientando sempre più verso un’alimentazione con piante aromatiche, frutta e ortaggi non solo per stare in forma ma anche e soprattutto per prevenire molte patologie sia infettive sia degenerative.
Fatto sta che gli orti stanno riscuotendo un vero e proprio successo: permettono di far fronte alla crisi e di portare primizie in tavola. E Livorno, in questi contesti, è ai vertici nazionali grazie anche all’interessamento dell’amministrazione comunale. Di questo si è parlato, approfonditamente, in un convegno alla Fiera di Vita in Campagna in corso a Mon tichiari (Brescia).
«Un caso di successo emblematico - dichiarano gli organizatori del convegno nazionale è costituito dal Comune di Livorno dove è stato progettato un modello di orti sociali pionieristico e rivolto a tutti: stiamno parlando di oltre duecento piccoli appezzamenti nella perfiferia della città che garantisconouna produzione di verdura, soprattutto, e anche di frutta, di circa 3oo quintali l’anno».
Insomma, si tratta di un fenomeno di grande rilevanza, tutt’ora in crescita a cui guardano con interesse anche altre amministraziuoni.
«Ottenuta la copertura finanziaria di circa il 50% dalla Regione Toscana e aggiudicati i lavori - spiega Mirco Branchetti, responsabile dell’Ufficio Gestione Verde Urbano, Agricoltura e Foreste del Comune di Livorno - tra l'ottobre del 2004 e il maggio del 2005 sono stati realizzati 227 orti di cui 10 riservati per casi sociali rilevanti, 7 alle scuole e 210 assegnati in base al solo criterio dell'età anagrafica. In media ogni orto è costato sui 1.000 euro all'anno con una produzione di 120-140 kg l’uno per una produzione totale tra i 25 e i 30.000 kg. Il pomodoro è stato l'ortaggio più coltivato in primavera-estate, mentre insalata, cavoli e cipolle hanno registrato una produzione costante».
Una vera e propria sorpresa. I livornesi non sono solo amanti del mare e, di conseguenza, della pesca, ma apprezzano anche il contatto con la terra: non si spiega altrimenti il boom degli orti sociali, gestiti con grande passione da centinaia di pensionati che così impegnano il loro tempo libero. Magari insegnando ai più giovani a coltivare.
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