«Odiava i panegirici quanto amava aiutare la gente»
LIVORNO. Lo chiamano “Il sacerdote dei marinai” don Giacomo Martino, genovese, prima amico e poi consigliere spirituale dell’ammiraglio Raimondo Pollastrini e della sua famiglia. A lui, a questo...
LIVORNO. Lo chiamano “Il sacerdote dei marinai” don Giacomo Martino, genovese, prima amico e poi consigliere spirituale dell’ammiraglio Raimondo Pollastrini e della sua famiglia. A lui, a questo prete dai modi semplici e dal cuore grande, impegnato da una vita nella Stella Maris, associazione che dedica la propria missione all'accoglienza e all'assistenza dei marittimi, dei naviganti e, in generale della gente di mare, in transito nei porti italiani, l’onore di tracciare il primo ritratto dell’ammiraglio gentiluomo prendendo il microfono sull’altare, davanti alla bara avvolta dalla bandiera italiana. «Mi ricordo quando lo conobbi a Genova, venne a visitare la nostra associazione, mi sembrava distratto. Pensai: “A questo non gliene importa niente della Stella Maris, stiamo perdendo tempo tutti a due”. Quando la visita stava per finire lui mi chiese quali erano i problemi organizzativi che avevamo. Io gli dissi che per esempio ci mancava qualcuno che guidasse la macchina e rendesse più facile aiutare i nostri marittimi. Lui disse. “va bene, lo faccio io. Quando ho finito il mio lavoro mi tolgo la divisa e mi metto al volante».
Cerca di non permettere alla voce di incrinarsi don Giacomo quando racconta episodi come questo e quando rievoca i momenti più importanti che ha condiviso con Pollastrini. Il matrimonio con Gloria, il battesimo dei nipoti, gli ultimi giorni a combattere con la malattia. «Lui era sempre lucido, continuava a chiedermi cosa si poteva fare per aiutare gli altri, il crollo della torre di Genova lo aveva scioccato. Era un uomo generoso, unico. Schietto. E a questo punto mi avrebbe rimproverato: “Basta con tutti questi panegirici, lo sai che non fanno per me”...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
