Porto, tutto rimandato Roma chiede verifiche
Sin-Sir: al tavolo con gli amministratori toscani il ministro assicura la soluzione entro fine settembre. Ma prima servono chiarimenti tecnici sull’inquinamento
LIVORNO. «Potrà concludersi entro la fine di settembre, in sede di conferenza di servizi, il percorso relativo al Sito di interesse nazionale di Livorno». Queste righe sono state inviate ieri sera dalla sede della Regione dopo che, nel pomeriggio, una delegazione di amministratori toscani ha incontrato a Roma il ministro all’Ambiente, Andrea Orlando.
C’erano il sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore Massimo Gulì, il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, il numero due dell’Autorità portuale, Massimo Provinciali, l’assessore regionale Anna Rita Bramerini e la deputata del Pd, Silvia Velo.
I vertici della Regione e degli altri enti in serata ce l’hanno messa tutta per usare toni ottimistici dopo il faccia a faccia col ministro. Ma di fatto la delicata partita del Sin - che abbraccia il porto e le aree industriali - è rimandata a settembre, con Roma che chiede ulteriori verifiche.
La questione è tutt’altro che un insieme di tecnicismi. Sul tavolo ci sono i 20mila metri quadrati di acque portuali, banchine e piazzali industriali che oggi fanno parte del Sito di interesse nazionale e che gli enti locali chiedono da tempo di far passare a Sir (sito di interesse regionale), lasciando come osservati speciali del ministero solo le aree della raffineria Eni e della centrale Enel.
Questo, si legge anche nella lettera congiunta consegnata al ministro, non per «ottenere sconti sui controlli ambientali, ma per avere un interlocutore più vicino, la Regione appunto, e semplificare autorizzazioni e procedure di bonifica». Varrebbe per i siti industriali, l’ampliamento a mare del porto, gli escavi.
L’accordo sembrava raggiunto, ma il 31 luglio, al tavolo della conferenza dei servizi, i vertici del ministero hanno ipotizzato di tenere nel Sin sia le acque del porto, che una parte delle aree a terra vicino alla raffineria, ad esempio il sito ex Delphi.
L'incontro di ieri, scrivono ora da Firenze, «ha consentito di approfondire le questioni toccate nella conferenza dei servizi del 31 luglio» e «nelle prossime settimane gli enti locali trasmetteranno altri dati per l'ulteriore esame da parte degli uffici ministeriali, che così potranno concludere la loro istruttoria». «Un altro passaggio prima della conferenza dei servizi – si legge ancora – sarà un incontro tecnico previsto per i primi di settembre».
Cosa significa in concreto? Sul piano politico il ministro ha manifestato la volontà di seguire passo dopo passo la questione per arrivare a una soluzione entro settembre. Sul piano tecnico quella soluzione non è affatto scontata.
All’incontro, al quale ha partecipato anche il direttore generale del ministero, è emerso con chiarezza che prima di dare l’ok alla riperimetrazione chiesta dagli enti locali, Roma vuole garanzie sui dati che fotografano i livelli di inquinamento del sito livornese. Ovviamente perché il ministero autorizzi il passaggio alla Regione, ci vuole prima la certezza che quegli stessi parametri che hanno fatto entrare Livorno nel Sin, ora sono cambiati.
Non sembrano dire questo i campionamenti Ispra messi sul tavolo dal ministero, che però i tecnici degli enti livornesi ritengono datati.
Tutto rimandato a settembre, quindi, e a una serie di passaggi tutti tecnici.
«Non possiamo che registrare con soddisfazione l'attenzione che il ministro Orlando sta riservando alla questione – scrive l’assessore Anna Rita Bramerini – e il suo impegno per concludere positivamente l'intero procedimento. Abbiamo avanzato questa richiesta con la convinzione di avere le competenze e le capacità per gestire l'area livornese, nel pieno rispetto delle esigenze ambientali e produttive. Dopo Massa Carrara, arrivare in fondo a questo percorso rappresenterà un nuovo importante risultato in termini di semplificazione amministrativa e sussidarietà». Per il Sir livornes, ricorda, il governo regionale ha previsto in bilancio 1,7 milioni di euro, che si aggiungono ai 2,2 destinati al Sir di Massa Carrara (che ha già avuto l’ok da Roma).
Anche il sindaco Alessandro Cosimi si dice «soddisfatto» dell’incontro e auspica che «il percorso si chiuda in modo positivo, con l’accoglimetno della richiesta fatta dagli enti locali».
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