Il PalaLivorno ha trovato il gestore
L’impianto sarà affidato a una società sorella di quella che ha in mano il Mandela Forum e proporrà un cartellone simile
LIVORNO. Era il 1987 e l’allora sindaco Benvenuti dopo un derby in via Allende con 4500 tifosi sui gradoni e qualche centinaio di persone accalcate ai vetri del vecchio catino ardenzino, fece la sua promessa: entro due anni avremo il nuovo palasport. Un quarto di secolo dopo quelle parole, il nuovo palazzo di Porta a Terra - che ha visto la luce nel 2004 - è ancora alla ricerca di un’identità (e da un po’ di tempo di un gestore). Ma stavolta forse è arrivata la svolta. Il “forse” è obbligatorio visti i continui rinvii e le difficoltà che hanno caratterizzato la storia del PalaLivorno da quando Forumnet ne ha abbandondato la conduzione. Lo “stavolta” invece va letto a breve termine, nel senso di qui a fine anno. L’arrivo di un gestore significa la fine dell’impasse in cui da anni vive il gigante di Porta a Terra, utilizzato col contagocce per qualche spettacolo ma inaccessibile nella quotidianità per la cittadinanza.
Tre soci. Il nuovo soggetto che prenderà in mano la struttura per i prossimi dieci anni (ma potrebbero essere anche 15 o 20, la decisione spetterà al Comune) potrebbe essere una società sorella di quella gestisce il Nelson Mandela Forum, cioé il palasport di Campo di Marte, che negli ultimi anni da semplice parquet per basket e poco altro è stato trasformato in un luogo della rigogliosa vita cittadina di Firenze. Sorella nel senso che si tratterà di un’Ati, cioé di un’associazione temporanea di imprese, composta al 60% dalla fiorentina Prg, la società che gestisce appunto il Mandela Forum, e di cui è uomo simbolo Massimo Gramigni, al 30% dalla pistoiese Leg, capitanata da Sandro Giacomelli, che organizza molti degli spettacoli del Goldoni, e per un 10% da Riccardo Rossato, segretario delle Acli.
Affidamento congelato. Da palazzo civico le bocche sono cucitissime, ma una cosa è nota: il 28 settembre è scaduto il termine per partecipare alla gara per acquisire la gestione del PalaLivorno. Gara a cui potevano accedere solo le società che avevano presentato la manifestazione d’interesse nell’aprile scorso. Ebbene, un solo soggetto tra quelli che avevano manifestato la volontà di prendersi in carico il palzzo, è risultato idoneo a partecipare al bando: l’Ati composta da Prg, Leg e Acli. La busta con l’offerta è stata aperta nei giorni scorsi, ma l’affidamento della gestione è stato in qualche modo congelato. Il motivo? Il Comune ha chiesto un chiarimento sul piano di investimenti che l’Ati ha in mente di realizzare nel decennio o più di utilizzo del PalaLivorno.
Sopralluoghi in corso. A quanto pare il piano non sarebbe stato dettagliato di proposito dai tre soci, che avrebbero voluto verificare dal vivo la situazione del PalaLivorno, a livello strutturale e di impiantistica. Non è un caso che proprio in questi giorni siano in corso una serie di sopralluoghi da parte dei tecnici dell’Ati e di quelli del Comune, proprietario dell’impianto, per verificare tutti gli aspetti. E’ noto d’altra parte che uno dei principali problemi del PalaLivorno, fin dalla sua nascita, siano stati i costi di manutenzione, il riscaldamento e la corrente elettrica in primis, che hanno da sempre fatto lievitare le spese di gestione.
Il piano entro un mese. Va detto che il piano d’investimenti è una delle voci principali richieste nel bando. Perché il Comune, oltre che il canone di affitto, pretende, comprensibilmente, che il gestore si impegni in una serie di investimenti di manutenzione e di miglioramento del palazzo. Adesso l’Ati fiorentina-pistoiese-livornese avrà tempo fino al 15 novembre per presentare i chiarimenti richiesti dall’amministrazione. Che poi li analizzerà e deciderà se affidarle la gestione oppure ricominciare da capo riscrivendo il bando.
A tutta musica. L’impressione è che il piano d’investimenti sarà comunque congruo e che alla fine la gestione sarà affidata all’Ati. E a questo punto l’aspetto più interessante sarà capire come verrà utilizzato il nuovo PalaLivorno e se riuscirà finalmente a diventare un luogo della città, ad uso dei livornesi, uscendo da quella veste di cattedrale nel deserto che ormai indossa da otto anni. Una cosa da questo punto di vista è certa: la musica non mancherà. I tre soci infatti - Gramigni, Rossato e la Leg - hanno il comune denominatore di far parte di Assomusica, l’associazione che ha organizzato la quasi totalità degli spettacoli che si sono svolti quest’anno al PalaLivorno.
E poi? Gli expò che negli ultimi mesi si sono moltiplicati sono forse l’altra grande certezza insieme agli eventi musicali. La presenza delle Acli poi garantisce anche un utilizzo dal punto di vista sociale della struttura. Ma paradossalmente il grande tarlo del palasport fino ad oggi è stato l’uso sportivo. Nel palazzo ha sede una società di scherma, ma lo sport cittadino, quello giovanile in particolare, ma anche quello delle prime squadre dilettantistiche è stato sempre lontano da Porta a Terra. L’idea vincente invece, proprio ricalcando il modello Mandela Forum, potrebbe essere quella di far usare a quanti più soggetti possibili il PalaLivorno. Ma anche dare ospitalità nelle sue infinite stanze a giovani band musicali, a ludoteche e associazioni.
La battaglia di Gino. Un sogno? Finora lo è stato. Ma qualcuno ci ha creduto. I tre soci che hanno composto l’Ati e insieme a loro, prima di loro, Gino Calderini, presidente del Coni scomparso nei mesi scorsi. Il progetto dell’Ati parte proprio dall’ultima battaglia di Calderini, che fu il primo, due anni fa, a contattare Massimo Gramigni per coinvolgerlo nel progetto di rilancio del PalaLivorno. «Sogno un impianto per 25 weekend su 50 impegnato per manifestazioni sportive, dalla danza alla ginnastica alle arti marziali - raccontava a febbraio in un’intervista al Tirreno -, dieci, dodici concerti l’anno, mostre, spettacoli, apertura mattutina per le scuole e per gli anziani, uso del tetto per lo sfruttamento di energie rinnovabili, e uso dei numerosi locali interni come sedi delle federazioni sportive e di associazioni cittadine». Forse, il suo sogno si avvererà.
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