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Un buco da 2,2 milioni ha ucciso Basket Livorno

Un buco da 2,2 milioni ha ucciso Basket Livorno

A distanza di tre anni dalla messa in liquidazione ecco l’ultimo bilancio di Basket Livorno. E spunta un giallo sulle assemblee dei soci andate deserte

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È un buco da oltre 2,2 milioni di euro quello che ha ucciso il Basket Livorno, la società che fino alla stagione 2008/2009 ha partecipato al campionato di serie A. Banche in primis, ma anche fornitori , mancati versamenti di tributi e versamenti verso gli istituti di previdenza, sono questi i maggiori creditori della srl amaranto. Ma dal bilancio, depositato in Camera di Commercio all’inizio del 2010 spuntano anche delle leggerezze da parte dei soci che nonostante la situazione fosse critica già nel mese di marzo per tre volte fecero saltare le assemblee indette dal Collegio sindacale per cercare soluzioni ai conti in rosso.

I dettagli sono nero su bianco nella relazione depositata in Camera di Commercio l’8 gennaio 2010 dal liquidatore Anna Lisa Mazzola che al termine della relazione scrive quello che di fatto è l’epitaffio della palla a spicchi ad alti livelli in città: «La società chiude l’esercizio 1 luglio 2008-30 giugno 2009 con un risultato netto negativo di euro 2.288.883, nonostante l’impegno profuso dalla proprietà e dall’organo deputato alla gestione aziendale sia sotto l’aspetto tecnico che finanziario». E quindi – aggiunge il Collegio sindacale – «non si iscriverà al prossimo campionato di Legadue».

È il 7 ottobre 2009 e l’assemblea dei soci si è appena sciolta. Appurata la morte cerebrale di Bielle, l’agonia dei conti della società non è ancora finita tanto che il Comune, parte in causa nel procedimento essendo socio con il 5% delle azioni con una partecipata, la Livorno sport, ha dato mandato a tre uomini di fiducia di evitare il crac che trascinerebbe i libri contabili direttamente alla Corte dei Conti. Quello che farebbe impallidire un appassionato è la relazione firmata dal Collegio sindacale e datata 24 novembre 2009 dove traspare una certa leggerezza da parte degli allora soci del consiglio di amministrazione che in almeno tre occasioni, nonostante conoscessero la criticità del bilancio, non si presentarono alle assemblee.  Solo il 7 ottobre il Collegio è riuscito a far sedere intorno ad un tavolo la quasi totalità degli azionisti. L’ultima agonia a colpi di litigi e voti contrari, intorno ad un tavolo in cui Basket era già un cadavere.

Intanto è fissata per il prossimo 13 giugno alle 9,30 l’udienza davanti al giudice Di Franco che dovrà verificare se ci sono i presupposti per dichiarare fallita la società Basket Livorno srl. Nell’ultima udienza, andata in scena lo scorso 28 marzo, il Comitato degli “Amici del basket”, di cui fanno parte gli avvocati Alberto Uccelli, Sergio Russo e il commercialista Fabrizio Giusti, hanno ottenuto quello che volevano, vale a dire un rinvio di qualche mese. L’obiettivo da qui alla metà di giugno è quello di trovare un accordo con tutti i debitori ed evitare in questo modo il fallimento, soprattutto perché questa eventualità trascinerebbe nelle sabbie mobili la Livorno sport. Non a caso proprio il 28 marzo, dopo l’udienza, i bene informati raccontavano di un appuntamento tra il sindaco Alessandro Cosimi e l’ex presidente Patrizio Tofani, molto probabilmente un colloquio per trovare una via d’uscita al rischio fallimento: una brutta figura che potrebbe avere conseguenze penali.

Federico Lazzotti

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