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Limoncino, gli abitanti: «Mai la discarica in cambio degli annessi»

Limoncino, gli abitanti: «Mai la discarica in cambio degli annessi»

Va avanti da due settimane esatte la protesta del comitato spontaneo nato per dire no alla discarica di inerti al Limoncino. Gli abitanti presidiano giorno e notte la strada che porta al Monte La Poggia, dove si trova l'ex cava del Canaccini

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LIVORNO. «Che non si tiri fuori la faccenda degli annessi per nascondere la discarica. Vogliamo dirlo chiaramente: non siamo disposti a fare alcuno scambio». Va avanti da due settimane esatte la protesta del comitato spontaneo nato per dire no alla discarica di inerti al Limoncino. Gli abitanti presidiano giorno e notte la strada che porta al Monte La Poggia, dove si trova l'ex cava del Canaccini (oggi Bellabarba) e dove nessun camion sta entrando o uscendo dal 27 agosto.

Dopo un incontro con i vertici degli enti locali che aveva lasciato pensare a una sorta di tregua con la proposta al Comitato di nominare un proprio tecnico che segua la vicenda, la situazione, all'angolo con via della valle Benedetta, è tornata a farsi incandescente.
Alcuni rappresentanti del Comitato di protesta affermano che, nel corso di contatti con esponenti politici che li hanno invitati a rasserenare i toni e a cessare il blocco, «ci hanno fatto capire anche che questo sarebbe il momento giusto per risolvere la questione degli annessi...». E aggiungono polemici: «Ma siamo impazziti? Buttino pure giù tutto: noi gli annessi sotto alla discarica non li vogliamo. Non svenderemo la nostra salute».

Dal fronte della politica, c'è chi fa capire esattamente l'opposto: come dietro la protesta del Comitato ci sia piuttosto la spinta degli abusivi e la voglia di barattare una soluzione urbanistica per gli abusi in cambio della pace sulla discarica. La vicenda degli annessi in effetti si trascina ormai da anni. Tra un condono e l'altro, tra lottizzazioni mini e super, a molti proprietari è stato infatti contestato l'abuso edilizio. Anche alla portavoce del comitato anti discarica, Rosaria Scaffidi, che afferma però di non aver mai ricevuto ordini di demolizione e di aver visto chiuso, due anni fa, il capitolo giudiziario per sopraggiunta prescrizione.

«L'intreccio con la vicenda della discarica - dice Scaffidi - forse era inevitabile. Ma non lo digeriamo. E' stato il sindaco a dichiarare tre anni fa in consiglio comunale che avrebbe sanato la piaga degli annessi, resa complicatissima da anni e anni di tacito consenso e ingiustizie. Abbiamo fatto decine di incontri in Comune e nessuno ci ha mai parlato di una discarica, nonostante l'iter fosse già in fase avanzata: servivano solo voti per le elezioni?». Dal "fronte del no" si ribadisce («anche pubblicamente») che «non vogliamo alcuno scambio. Nessuno di noi, nonostante gli abusi contestati, ha fatto discariche sul proprio terreno. Vogliono ripulire le colline livornesi? Bene: cancellino tutto, compreso l'impianto di rifiuti».

Intanto la raccolta firme all'angolo con via del Limoncino ha raggiunto quota 4mila, mentre non è ancora stato fissato l'incontro sul posto con il sindaco e i tecnici di Palazzo civico. Il Comitato denuncia intanto frane e smottamenti a causa delle forti piogge di ieri e fa sapere di avere inviato un esposto al ministero dell'Ambiente.

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